In Cina è boom di brevetti militari

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Il numero di brevetti relativi a  materiale militare depositato all’Ufficio di Stato per la proprietà intellettuale cinese è aumentato in media del 35 per cento l’anno negli ultimi dieci anni. Il dato, reso noto dal Ministero della Difesa di Pechino e ripreso dal Jane’s indica il rapido sviluppo delle capacità dell’industria militare cinese, non solo di replicare sistemi e tecnologie straniere ma di sviluppare know-how e applicazioni originali e “made in china”. Basti pensare che il numero totale di brevetti militari presentati nel 2011 supera,  per il terzo anno consecutivo, il numero di quelli presentati tra il 1985 e il 2005.  Il Ministero della Difesa ha precisato che l’incremento è il risultato di una campagna governativa tesa a favorire la ricerca nel settore militare e che la percentuale di brevetti industriali depositati riguardanti  “tecnologie all’avanguardia” è salita dal 38 per cento del 2002 al 55 per cento del 2011.  Nessun dettaglio sul numero complessivo di brevetti depositati dalle imprese ma si tratta certamente di diverse migliaia tenuto conto che nel 2010 l’ufficio nazionale aveva ricevuto circa  400.000 domande di brevetti in tutti i campi dei quali circa 10 mila erano relativi al settore militare. Nel 2009 l’industria aeronautica di stato Aviation industry Corporation of China (AVIC)  aveva reso noto di aver presentato più di 5.300 brevetti mentre l’anno precedente i cantieri navali China Shipbuilding Industry Corporation (CSIC) ne avevano presentati 960 ma è difficile stabilire quanti riguardassero produzioni militari o commerciali. L’incremento dei brevetti militari conferma il trend che ha visto la Cina passare negli ultimi dieci anni dallo status di grande importatore di armi e tecnologie per uso militare a quello di grande esportatore. Tra il 2002 e il 2006 la Cina ha  infatti guidato la classifica mondiale degli importatori d’armi (superata poi dall’India)  mentre tra il 2007 e il 2011 ha raggiunto il sesto posto tra gli esportatori come ha ufficializzato l’ultimo rapporto del Sipri di Stoccolma.

da www.ilsole24ore.com

Gianandrea GaianiVedi tutti gli articoli

Nato a Bologna, dove si è laureato in Storia Contemporanea, dal 1988 ha collaborato con numerose testate occupandosi di analisi storico-strategiche, studio dei conflitti e reportages dai teatri di guerra. Dal febbraio 2000 dirige Analisi Difesa. Collabora con i quotidiani Il Sole 24 Ore, Il Foglio, Libero, Il Mattino e Il Corriere del Ticino, con i settimanali Panorama e Oggi e con i periodici Limes, Gnosis e Focus Storia. E' opinionista delle reti tv RAI, RSI, Mediaset, Sky, La7 e radiofoniche Rai, Capital e Radio24. Ha scritto Iraq Afghanistan - Guerre di pace italiane.

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