I militari russi resteranno in Tagikistan fino al 2042

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TMNews – La Russia manterrà “quasi gratis” una sua base militare in Tagikistan sino ad almeno il 2042, ha annunciato il consigliere del Cremlino Yuri Ushakov. Il presidente Vladimir Putin, in visita nel Paese ex sovietico dell’Asia centrale, ha firmato con il collega tagiko Emomali Rahmon a Dushanbe un accordo che estende per 30 anni il diritto di stanziamento della 201esima Divisione motorizzata russa, in prossimità di un confine con l’Afghanistsan che veicola droga e criminalità verso la Russia. Altri possibili rinnovi quinquennali previsti a scadere del termine, ha precisato l’assistente di Putin, secondo cui l’intesa per la base russa dopo il 2014 è stata raggiunta “praticamente gratis”. In precedenza si era parlato di 250 milioni di dollari l’anno per i tre siti dove sono stanziati complessivamente 7.000 militari russi. I due presidenti hanno parlato di “accordo mutualmente conveniente”: il patto siglato oggi da Putin e Rahmon è infatti accompagnato da una serie di accordi di certo interesse per il poverissimo Stato centro-asiatico. In particolare, riferisce Interfax, le forniture di gas russo per il mercato interno tagiko non avranno dazi, Mosca fornirà fondi – 5 milioni di dollari, per cominciare – al servizio antidroga del Tagikistan. E, soprattutto, Putin ha promesso che ai lavoratori tagiki saranno forniti permessi di lavoro in Russia di tre anni, allungando il periodo di soggiorno sino a 15 anni. Per le casse di Dushanbe, fortemente dipendenti dalle rimesse degli emigrati russi, questo è un punto cruciale. Nel 2011, le rimesse dei lavoratori dalla Russia (circa 1,3 milioni d persone) hanno portato in Tagikistan tre miliardi di dollari, ovvero la metà del Pil del Paese centro-asiatico. Per Putin la firma odierna è un punto importante nella partita per l’Asia centrale ex sovietica, dove ha da poco incassato anche la proroga della presenza militare in Kirghizistan sino al 2032, contemporaneamente allo ‘sfratto’ degli americani dall’aeroporto kirghiso di Manas dal 2014. In cambio Mosca ha offerto a Bishkek la cancellazione di 400 milioni di dollari di debiti. Al di là del posizionamento nella regione di per sè, il confine tra Tagikistan e Afghanistan è concretamente fonte di grande preoccupazione per Mosca. Solo nei primi sei mesi del 2012, vi sono stati confiscati quasi 3.400 chilogrammi di stupefacenti, una piccola parte di quanto è arrivato nella Federazione russa.

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