Giro di vite sull’impiego dei droni, ma non per la CIA

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ANSA – La Casa Bianca si prepara a dare un giro di vite all’impiego dei micidiali droni che nella sua campagna internazionale anti-terrorismo vengono ampiamente usati per le uccisioni mirate: è in arrivo un nuovo “manuale di regole”, che dovrà essere applicato da tutti. Ma non dalla Cia, che potrà continuare ad avere mani libere in Pakistan. Si tratta di un documento in gestazione da mesi, e che ormai è in dirittura di arrivo e verrà sottoposto al presidente Barack Obama nelle prossime settimane, hanno riferito funzionari citati oggi in forma anonima dal Washington Post. Tra le misure che contempla, hanno detto le fonti, ci sono criteri piu’ severi nell’elaborazione della cosiddetta kill list, la lista dei presunti terroristi da eliminare, i principi legali per poter prendere di mira cittadini americani all’estero, e la sequenza di passaggi richiesti affinché Cia e forze armate ottengano l’autorizzazione per colpire al di fuori delle zone di guerra. L’elaborazione del documento é stata particolarmente travagliata, a causa di divergenze tra Pentagono, Dipartimento di Stato e Cia, hanno detto le fonti citate dal Washington Post che sottolinea peraltro come l’adozione di un manuale per le uccisioni mirate rappresenti di fatto una sorta di istituzionalizzazione di una pratica che prima dell’11 settembre 2001 sarebbe stata considerata come un’eresia. A sbloccare la situazione é infine arrivata la decisione di concedere alla Cia una ‘esenzione’, ”per più di un anno e meno di due”, nella sua attività in Pakistan. Una decisione motivata in parte dalla necessità di schiacciare sull’acceleratore in vista della scadenza della fine del 2014 per il ritiro delle truppe Usa dal vicino Afghanistan, da dove peraltro partono i droni per le operazioni in Pakistan. E forse cruciale é stata anche la nomina di John Brennan alla guida della Cia decisa da Obama. Brennan é stato per quattro anni consigliere della Casa Bianca per l’antiterrorismo ed é stato anche uno degli artefici dell’espansione dell’uso dei droni in Pakistan e Yemen o Somalia, ma ha anche sostenuto la necessità che la Cia eserciti un maggiore controllo sulla selezione degli obiettivi ed é stato uno dei piu’ attivi elaboratori del manuale di regole. Un documento voluto proprio da Obama, che negli ultimi mesi ha avvertito la necessità di lasciare un quadro normativo ben definito al suo successore, qualora avesse perso le elezioni. In un’intervista il presidente aveva pubblicamente espresso la necessità di realizzare sulla materia ”un’architettura legale, con l’aiuto del Congresso”. E ancora, in un’altra occasione ha anche affermato che ”la realizzazione di una struttura legale, i procedimenti, con una struttura di controllo, su come usiamo le armi senza equipaggio sarà una sfida per me e per i miei successori”.

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