Gli F-35 tornano a volare

CV

Dopo un’analisi tecnica condotta sulla lama della turbina interessata dalla frattura, le operazioni di volo dell’F-35 hanno ricevuto l’autorizzazione per la ripresa. Questa decisione arriva al termine di una sospensione cautelare dei voli disposta il 21 febbraio scorso dopo che una frattura da 0,6 pollici è stata rinvenuta in una lama di una turbina di terzo livello durante un’ispezione di routine su un velivolo test basato all’Integrated Test Facility presso la Air Force Base di Edwards. La lama è stata sottoposta a test massivi presso lo stabilimento Pratt & Whitney di Middletown, Connecticut. Il motore in questione fa parte della flotta di F-35 per i test e, durante le missioni, è stato fatto operare in condizioni estreme al fine di espandere l’envelope di volo dell’F-35. La prolungata esposizione ad alti livelli di calore e ad altri fattori di stress operativo applicati a questo specifico motore sono stati riconosciuti come le cause della frattura avvenuta. Sono state condotte ispezioni approfondite su tutti gli altri F-35 e non è stata riscontrata alcuna rottura o un altro simile segno di frizione.  Non sarà richiesto alcun intervento correttivo sul design del motore a seguito di questo evento. Nell’attuale dotazione del DoD, 17 F-35 vengono impiegati nelle operazioni di test e sviluppo presso la Naval Air Station di Patuxent River e alla Air Force Base di Edwards: i restanti velivoli sono assegnati alla Air Force Base di Eglin e alla Marine Corps Air Station di Yuma, ed includono la prima flotta per il training F-35.

Fonte: comunicato Lockheed Martin

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