News da Mosca

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Putin parla del futuro della VVS
Sono estremamente importanti le dichiarazioni fornite dal Presidente della Federazione russa Vladimir Putin durante l’incontro dedicato alle prospettive di sviluppo e al futuro dell’Aeronautica Militare (VVS), secondo cui sarà previsto l’acquisto di circa 2000 velivoli nel piano del riequipaggiamento complessivo che porterà entro il 2020 la quota di velivoli aggiornati nella flotta delle forze aeree russe al 70%. «Sfortunatamente – ha dichiarato Putin – allo stato attuale questa quota è pari solo ad un 20%. Fondamentale sarà in tal senso l’aggiornamento tecnico e l’ampliamento delle capacità delle imprese del settore aeronautico sia nell’ambito delle risorse umane che in quelle produttive. E’ molto comprensibile come sia difficile aumentare il rateo di produzione di un impresa aeronautica e contemporaneamente aggiornarne il sistema produttivo. E’ un problema certamente complesso ma risolvibile».
A tal proposito ha menzionato come esempio la Novosibirsk Aircraft Production Association poi chiamata successivamente “V.P. Chkalov” controllata di JSC Sukhoi e attualmente impegnata con la produzione del cacciabombardiere Su-34, con l’aereo da trasporto Antonov An-38 e con l’aereo da trasporto civile SSJ-100 Superjet; «questo fa capire – ha proseguito nel suo discorso – che siamo stati capaci di risolvere questo problema in altri tipi di imprese. Mi aspetto questa responsabile attitudine anche da tutti gli amministratori delegati delle altre industrie del settore aeronautico. Sia bene inteso che lo Stato fornirà loro tutto il supporto e le risorse necessarie».
Il Presidente della Federazione russa ha sottolineato inoltre l’importanza del controllo dell’attuazione dei contratti e delle relative consegne dei velivoli da parte del Ministero della Difesa dichiarando inoltre che – «le forze aeree dovrebbero essere preparate a ricevere le consegne e ad assimilare questi velivoli avanzati. Dobbiamo implementare a regola d’arte le pratiche nell’area dell’addestramento al combattimento; non a caso abbiamo recentemente discusso la questione nell’ambito dell’ultimo collegio del Ministero della Difesa tenuto a Mosca». A proposito di fondi destinati all’aviazione militare Putin è stato estremamente dettagliato in tal senso: «Pianifichiamo di stanziare per il riequipaggiamento delle forze aeree circa il 25% del totale del bilancio di Stato dedicato alla Difesa; come sapete questo bilancio è pari 20 mila miliardi di rubli, pertanto 5 mila miliardi saranno stanziati per i suddetti propositi suddetti».

L’Indonesia vuole altri 16 caccia Sukhoi
Secondo l’agenzia Reuters (nonostante quanto riportato lo scorso mese da Analisi Difesa nr. 136 “Un altro lotto di Su-30MK2 per l’Indonesia”), le forze aeree indonesiane starebbero pianificando l’acquisto di ulteriori 16 caccia Sukhoi; l’agenzia in questione omette però di specificare quale modello tra le numerose versioni del Flanker abbia riscosso l’attenzione di Giacarta. Dalle dichiarazioni rese dal Ministro della Difesa indonesiano Purnomo Yusgiantoro, per l’implementazione di questo programma saranno assegnati dal bilancio nazionale per i prossimi 5 anni ben 15 miliardi di dollari. Secondo i media occidentali inoltre, in aggiunta ai 16 caccia Sukhoi la previsione d’acquisto di armi made in Russia sarà estesa a 17 navi da pattugliamento (fabbricate in loco), 3 fregate leggere, oltre ad un numero imprecisato di carri armati e missili; per la cronaca, la cifra stanziata dovrebbe servire anche all’aggiornamento degli F-16 di produzione statunitense. Degne di attenzioni sono le cifre che l’Indonesia sta destinando alle spese militari per contrastare il rafforzamento militare dei paesi vicini quali Cina, Singapore, Vietnam e Thailandia: nel 2012 infatti, il bilancio della difesa ammontava a 72,5 trilioni di rupie (pari a 7,54 miliardi di dollari), con un incremento del 30% rispetto al 2011. Per l’anno in corso si prevede addirittura che l’importo di tali spese militari in Indonesia possa tranquillamente raggiungere circa 77.700 miliardi di rupie.

Ancora sui Su-35 per la Cina
Ad integrazione di quanto apparso lo scorso mese su Analisi Difesa nr. 136 “Su-35 alla Cina”, nuove notizie emergono a proposito dell’affare russo-cinese. Si conferma infatti che il contratto per la vendita dei caccia Sukhoi Su-35 è attualmente in fase preparatoria e che l’accordo prevederà la consegna di velivoli assemblati piuttosto che un contratto per la produzione su licenza.
Secondo le dichiarazioni fornite dal vice primo ministro Dmitry Rogozin rappresentanti delle autorità cinesi si recheranno a breve in visita in Russia per negoziare la data di firma del contratto, ma è molto più probabile che la visita di tre giorni del presidente della Cina Xi Jinping, che avviene mentre scriviamo, possa concludere definitivamente l’affare in questione.  Ricordiamo che alla fine del 2012 Rosoboronexport e il Ministro della Difesa della Cina avevano firmato un accordo preliminare per la vendita di 24 caccia Sukhoi Su-35 alla Cina; fu riportato allora dalle locali agenzie di stampa che poteva essere firmato un contratto entro i successivi due anni e che le consegne sarebbero iniziate dopo il 2015; il valore del possibile affare fu stimato attorno ad 1.5 miliardi di dollari. Secondo fonti interne pare che la Russia avesse provato a convincere il vicino paese ad acquistare 48 nuovi caccia Sukhoi Su-35, ma l’accordo finale sul numero da consegnare non fu mai stato raggiunto soprattutto in virtù del fatto che Pechino insistette per l’acquisto di soli quattro esemplari di Su-35. A quel punto i negoziatori russi avrebbero affermato la sconvenienza dell’affare, non celando una preoccupazione sull’eventuale plagio del velivolo Sukhoi. Secondo riviste specializzate americane infatti, la Cina potrebbe essere interessata ad acquistare dei caccia Su-35 oggi più che mai esclusivamente per via dei suoi motori AL-41F1S: con l’acquisto di un certo numero di esemplari di Su-35 e di motori AL-41FS Pechino guadagnerebbe così l’accesso alla tecnologie chiave che consentirebbero di replicare dei motori simili per il proprio caccia J-20 Mighty Dragon. Mentre la notizia si appresta ad essere pubblicata arriva la comunicazione ufficiale sull’acquisto di 24 esemplari di caccia Sukhoi Su-35 e di quattro sottomarini russi classe Lada. Viene citato inoltre un interesse da parte della Cina su sistemi missilistici S-400, aerei da trasporto Ilyushin Il-476 e aerei cisterna Ilyushin Il-78.

La UMPO inizia la consegna dei 920 motori AL-3FP all’India
Secondo le dichiarazioni fornite dalla società russa UMPO (Ufimskoye motorostroitel’noye proizvodstvennoye ob’edineniye – Ufa Engine Industrial Association), produttrice di motori aeronautici, entro la fine del mese di marzo verrà completata la consegna all’India dei primi dieci di 920 motori AL-31FP per i suoi caccia Sukhoi Su-30MKI (Codice NATO “Flanker-H”). Il contratto con Nuova Delhi, il più consistente mai effettuato da un cliente straniero nell’era post-sovietica, è stato firmato lo scorso ottobre e prevede l’assegnazione di tutti gli esemplari ordinati entro il 2020. Ricordiamo che nell’ambito di un contratto firmato nel 2000 che prevedeva la licenza per la produzione di 140 caccia Su-30MKI e di motori a spinta vettoriale AL-31FP, l’India ha avuto la possibilità di acquistare un numero aggiuntivo di motori; successivamente nel 2007 la forza aerea indiana ha ordinato ulteriori 40 Su-30MKI. A partire da gennaio 2013, la forza aerea indiana ha in servizio 157 Su-30MKI e prevede di arrivare ad averne un totale di 272 esemplari. La società UMPO sita nella città russa di Ufa produce attualmente motori a turbogetto per la linea di caccia e caccia bombardieri Sukhoi Su-22, Su-25, Su-27, Su-30, Su-34, MiG-21, MiG-27, il motore D-436TP per l’anfibio Beriev Be-200 nonché le trasmissioni per elicotteri Mil Mi-26 e  Ka-32.

Maurizio SparacinoVedi tutti gli articoli

Nato a Catania nel 1978, si è laureato in Scienze della Comunicazione scritta e Ipertestuale. Collabora dal 1998 con alcune riviste del settore sull'esclusivo tema dell'aviazione militare sovietica e russa. Dal 2003 inizia la collaborazione con Analisi Difesa occupandosi del salone aeronautico MAKS di Mosca; successivamente prepara dossier su alcuni storici bureau di progettazione aeronautica russa (Tupolev, Beriev) e sulla storia dei missili aria-aria russi. Attualmente si occupa in particolare del settore esportazione degli aerei e degli elicotteri militari russi nel mondo.

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