Trapani-Birgi sentinella del Mediterraneo

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REPORTAGE – L’importanza geo-strategica della base di Trapani-Birgi, sede del 37° stormo, è stata messa in risalto dalla crisi libica quando ha fornito un supporto vitale alle operazioni aeree sia sotto il profilo di supporto che logistico. La base siciliana ha saputo gestire con efficacia e flessibilità un’attività estremamente diversificata per la presenza di assetti aerei sia nazionali che stranieri sviluppando un’elevata capacità operativa continua H24, sette giorni su sette per rispondere alla risoluzione ONU 1973. Si è trattato di un processo operativo che nei sette mesi delle operazioni in Libia, trascorsi tra l’avvio dell’operazione Odissey Dawn e la conclusione di Unified Protector, ha fornito l’occasione all’Aeronautica Militare la possibilità di individuare e analizzare con un approccio diverso le metodologie da porre in atto su come affrontare operazioni così complesse. Trapani, oltre agli assetti di altri Stormi rischierati con Tornado IDS ed ECR, Eurofighter 2000, AMX, tanker ed elicotteri del 15° Stormo, ha visto un massiccio impiego degli F-16ADF del 37° Stormo che hanno giocato in casa espletando missioni che spaziavano dalle CAP (Combat Air Patrol) per assicurare l’inviolabilità della no-fly-zone a quelle SMI (Slow Mover Interceptor) per ricerca e intercettazione di aerei lenti ed elicotteri alla scorta di assetti pregiati come AWACS e tanker.

Il caso ha voluto che proprio l’impiego degli F-16ADF del 18° Gruppo abbia coinciso con il termine del programma “Peace Caesar” che aveva visto questi aerei dati in leasing all’Aeronautica dall’aviazione statunitense. Il salto di qualità di Birgi, se così lo vogliamo intendere, si è concretizzato proprio nel contesto della crisi libica perché in molti ritenevano che cessate le operazioni in Libia e con la restituzione degli F-16 agli americani, la base poteva conoscere una sorta di declino. Ma i vertici dell’Aeronautica, da subito, si resero conto di come fosse importante una base avanzata e così capacitiva nel delicato contesto dell’area sud ed in particolare del Mediterraneo. Birgi e il 37° stormo non solo non sarebbero stati ridimensionati ma la sua struttura avrebbe fatto tesoro dell’enorme massa delle lessons identified (problematiche riscontrate) fornendo alla forza armata una preziosa opportunità di rivedere e adeguare le proprie SOP (Standard Operating Procedures) inserendo concetti innovativi nei settori combat e combat service support. Come ha sottolineato il comandante del 37° Stormo, colonnello pilota. Lorenzo De Stefano, la base ha acquisito un rinnovato framework  capacitivo grazie alle esperienze acquisite e inserendo nuove metodologie per dare allo Stormo la capacità di mantenere  una credibile capacità di difesa aerea.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Del resto il ridimensionamento dello strumento aeronautico ha visto ridotte a due le basi dedicate per la difesa aerea – Grosseto con il 4° Stormo e Gioia del Colle con il 36° – con Grosseto che copre nord e centro Italia e Slovenia mentre il 36° copre l a vasta area nevralgica del sud Mediterraneo. Per coprire un settore così importante prima venivano impiegati gli F-16ADF del 37° Stormo ma una volta restituiti questi velivoli agli americani ci si è posti la domanda di cosa fare per non creare dei “vuoti”; la risposta è stata una scelta mirata e in un certo senso obbligata. Non era possibile disperdere il know-how acquisito sulla base di Trapani nel corso dell’operazione Unified Protector e quindi si è deciso che Birgi assumesse i lineamenti di una base con capacità polivalente, in grado di fornire con le proprie strutture logistiche e di personale il supporto a tutte le linee da combattimento dell’Aeronautica Militare. Di conseguenza la base di Trapani-Birgi non avrebbe conosciuto nessun viale del tramonto ma al contrario sarebbe divenuta un prezioso hub logistico e operativo in grado di rispondere prontamente a scenari diversificati secondo le esigenze della forza armata. Per mantenere una credibile capacità di difesa aerea al 37° stormo si è poi deciso che anche in assenza di un gruppo stanziale ma in presenza soltanto di un mezzo gruppo rotazionale questo compito poteva essere assolto.

La scelta è stata quindi quella di fornire al 18° Gruppo Caccia Intercettori del 37° Stormo – al comando del maggiore Massimiliano Pomiato – degli Eurofighter 2000 “prelevati”, cinque per stormo, da Grosseto e Gioia del Colle; del resto l’attuale situazione di ridimensionamento dello strumento aereo richiede che l’Aeronautica debba avere la capacità di spostare velocemente le risorse di cui dispone e rischierarle dove servono. La scelta di mettere sulla base un mezzo gruppo rotazionale risponde appieno al piano di ristrutturazione dell’Aeronautica portando Birgi a costituire una base operativa avanzata nazionale attraverso l’ottimizzazione delle risorse disponibili. Questo sgombra il campo da equivoci che davano la base di Trapani-Birgi  con compiti e funzioni operative diverse ma queste idee erano del tutto infondate perchè tutto rientra invece in un quadro operativo preciso e schedulato che non fa altro che ottimizzare le purtroppo scarse risorse disponibili. Il 18° Gruppo Caccia Intercettori opererà con gli F-2000 Typhoon in supporto e come back-up del servizio di sorveglianza dello spazio aereo nazionale già fornito dal 4° e dal 36° Stormo ed eventualmente per assicurare la sicurezza del bacino mediterraneo in caso di necessità. Conseguita la FOC (Final Operational Capability) con l’F-2000, Birgi non fornirà soltanto la quotidiana attività di un gruppo di difesa aerea ma svolgerà anche un’attività multimodale che consentirà ad assetti aerei nazionali ed alleati di potersi rischierare in tempi estremamente ridotti.

 

 

 

 

 

 

 

 

Questa attività non verrà supportata da un GEA (Gruppo Efficienza Aeromobili) ma da una STR (Sezione Tecnica Rinforzata) e per darle una cornice adeguata verrà creato un GMSA (Gruppo Mobile di Supporto Aeromobili) strutturato con personale multi-skill. Il supporto logistico per le attività del sistema d’arma Typhoon viene assicurato dalla copertura degli strumenti già presenti nella forza armata e cioè niente di costituito ad hoc. Troviamo la integrated supply chain management system per il supporto materiale e la national support organization per gli aspetti di tipo ingegneristico, strumenti concepiti per avere la necessaria flessibilità per rispondere alle esigenze operative. Questo modello di supporto adottato ha consentito di raggiungere risultati migliori in termini di disponibilità operativa rispetto a quelli degli altri paesi partecipanti al programma Eurofighter con una percentuale di serviceability dei velivoli costantemente superiori alla media internazionale e ratei inferiori di ground abort. Il modello in questione si articola su di una formula cooperativa molto stretta tra le attività tecnico logistiche della forza armata (prevalentemente manutenzione on-aircraft) e quelle di supporto dell’industria (prevalentemente manutenzione off-aircraft) fornendo servizi direttamente sulle basi operative principali. Per il passaggio dagli F-16 ai Eurofighter 2000, il 37° Stormo si è quindi avvalso di questo modello opportunatamente adattato sotto il profilo quantitativo ai livelli previsti sulla base di Trapani.

Forse l’unica reale differenza tra Birgi e le altre basi dell’Aeronautica risiede nel fatto che l’esperienza maturata durante la crisi libica e fatta di lesson identified e lesson learned ha generato tutta una serie di procedure innovative che saranno messe a frutto nell’ambito di esercitazioni complesse e dedicate (tipo joint e combined sia nazionali che NATO) proprio per mantenere questa particolarità operativa. Ma già quando gli F-16ADF (Viper) lasciarono Trapani per rientrare negli Stati Uniti si parlava di come “ripensare” la funzione operativa di questa base su concetti multimodali, termine un po’ inusuale per una struttura come quella di uno stormo ma che serve per indicare una diversa connotazione operativa che consentisse di fornire non soltanto una capacità di supporto ai diversi assetti che si possono rischierare sul suo sedime. Infatti un ambizioso traguardo che lo Stormo vorrebbe conseguire in un futuro vicino è quello di avere la capacità di proiezione fuori area delle proprie e particolari caratteristiche raggiunte (multimodalità), una capacità che viene definita expeditionary. Si tratterebbe di realizzare un’architettura su cui sviluppare una serie di funzioni specifiche in grado di fornire il supporto necessario alle diverse componenti che verrebbero inviate fuori area. Per comprendere  meglio il concetto di proiezione od expeditionary a cui lo Stormo sta pensando si deve pensare ad assetti aerei di diversa tipologia (caccia, caccia-bombardieri, ricognitori, trasporti, tanker) ognuno con una loro specifica logistica e supporto che richiedono appunto la multimodalità che il 37° sta perfezionando e che consentirebbe a questi assetti di operare in aree lontane magari dalla linea di alimentazione logistica. I mezzi ed il personale di assetti inviati fuori area verrebbero così “preparati” prima della missione da espletare con tutti i vantaggi che ne derivano.

Ma Trapani-Birgi non è soltanto la sede del 18° Gruppo Caccia Intercettori ma è anche la FOB (Forward Operating Base) della componente AWACS dell’Alleanza Atlantica (NAEW – NATO Airborne Early Warning) con i suoi E-3A, una funzione strategica rilevante che implica un ulteriore sforzo logistico data la complessità dell’assetto in questione che ha la sua base principale a Geilenkirchen in Germania. Al pari degli assetti da combattimento rischierati a Birgi anche la componente AWACS ha usufruito del supporto del 37° Stormo che ha assicurato elevati standard logistici che vedranno un ulteriore incremento se come programmato la base di Geilenkirchen verrà chiusa temporaneamente nel corso dell’anno per importanti ristrutturazioni. Altra presenza fondamentale a Birgi sono gli elicotteri dell’82° Centro CSAR (Combat Search and Rescue) che svolgono una vitale funzione per la sicurezza delle missioni aeree con gli attuali HH-3F ormai prossimi alla radiazione e che verranno sostituiti con macchine moderne come gli AgustaWestland HH-139A entro il 2013. Nei prossimi mesi quindi su di una base che sembrava destinata ad una drastica contrazione delle proprie attività dopo la partenza degli F-16 assisteremo invece ad un’importante evoluzione che darà luogo ad una nuova e diversa versatilità e flessibilità operativa grazie alle esperienze acquisite che hanno consentito all’Aeronautica di rivedere, adeguare e rimodulare le sue procedure.

Nel breve volgere di pochi mesi abbiamo assistito e assisteremo al passaggio del 18° Gruppo sugli Eurofighter 2000 per riequilibrare la difesa aerea nazionale già garantita dallo stesso tipo di velivolo su Gioia del Colle e Grosseto, il passaggio di macchina anche per gli assetti ad ala rotante dell’82° CSAR e la presenza costante e rotazionale degli E-3 (forse 4-5 contemporaneamente). Le due piste presenti sulla base, gli ampi spazi per le strutture e le condizioni meteo ottimali faranno di Trapani-Birgi una base innovativa che consentirà di rivedere la tradizionale struttura organica dell’Aeronautica.  Da aggiungere che Birgi è stata una delle due host bases per lo svolgimento della esercitazione Star Vega in cui si sono concentrati gli assetti di difesa aerea mentre dalla prima decade di giugno fino ai primi di luglio prossimo il 37° Stormo partecipa con i suoi Typhoon, insieme a quelli del 4° e 36° stormo, all’operazione “Cieli Giacciati” per assicurare il servizio di sorveglianza dello spazio aereo islandese in quanto l’Islanda non possiede forze armate. Nel periodo della Guerra Fredda questo compito di policing veniva effettuato dalla aviazione statunitense con aerei dislocati in Islanda permanentemente.

Federico CerrutiVedi tutti gli articoli

Nato a Roma, dove risiede e lavora, ha iniziato la sua carriera giornalistica nel 1965 con la rivista Oltre il Cielo occupandosi di spazio sia civile che militare e con la testata Ali Nuove. Nel 1971 ha iniziato a lavorare con Alata e dal 1979 con Difesa Oggi della quale divenne caporedattore lavorandovi fino al 1998. Ha collaborato con Rivista Aeronautica, il quotidiano Europa, il Centro Militare Studi Strategici (Cemiss) e svolto alcune attività con il SIOI. Dal 2001 è defence editor di Analisi Difesa.

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