Londra vende armi a Paesi sulla sua stessa "lista nera"

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TMNews – La Gran Bretagna vende equipaggiamento militare a quasi tutti i Paesi che figurano sulla propria “lista nera” per il mancato rispetto dei diritti umani, tra cui la Siria e l’Iran: è quanto risulta da un rapporto di una commissione parlamentare guidata dall’ex ministro della Difesa John Stanley (nella foto). Il governo britannico ha consegnato o rinnovato tremila licenze di esportazione per un totale di 14 miliardi di euro, somma che Stanley ha definito “gigantesca” tanto da chiedersi se qualcuno avesse inavvertitamente aggiunto degli zeri. Più grave è però il fatto che sui 27 Paesi considerati “sensibili” per il rispetto dei diritti umani solo due – Corea del Nord e sud Sudan – non hanno contratti in vigore con il Regno Unito. Di contro, l’Iran e la Russia – due dei principali fornitori di armi alla Siria – hanno firmato rispettivamente 62 contratti (essenzialmente per materiale crittografico) e 27 (tra cui armamenti laser e droni). A beneficiare del maggior numero di licenze è la Cina (1.163 contratti per circa due miliardi di euro), mentre il maggior contributore è Israele (quasi 8 miliardi di euro); la commissione richiama anche l’attenzione sulle 57 licenze concesse all’Argentina, con la quale è in corso il contenzioso sulla sovranità delle isole Falkland che ha già provocato un conflitto armato nel 1983. Il governo britannico da parte sua assicura che le licenze non riguardano materiale “utilizzabile per facilitare la repressione interna” o “provocare o prolungare dei conflitti regionali”, mentre il ministro degli Esteri William Hague ha sottolineato che Londra “non esporta verso l’Iran nulla che sia in conflitto con le sanzioni decise dall’Onu e dall’Unione Europea”.

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