Siria: si muove la task force navale russa

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Mentre a Washington il partito dei falchi e quello delle colombe si giocano la partita sull’opzione militare contro Damasco, Mosca decide di interrompere una parentesi durata una ventina d’anni e torna in modo permanente nel Mediterraneo orientale. Una presenza che il comandante della Marina militare russa, Ammiraglio Viktor Chirkov, ha definito come azione che punta ad aumentare la flotta di fronte le coste siriane fino a raggiungere un livello sufficiente a garantire la sicurezza nazionale: “tutte le flotte del mondo si comportano allo stesso modo, vanno dove aumentano i livelli di tensione”.  Attualmente nel settore di Levante del Mar Mediterraneo navigano dieci navi da guerra russe: l’incrociatore Moskva, i caccia torpedinieri Smetlivy e Ammiraglio Panteleyev, la fregata Neustrashimy e le navi d’assalto Alexander Shabalin, Nikolai Filchenkov, Peresvyet, Admiral Nevelskoi, Minsk e Novocherkassk. A queste dovrebbero aggiungersi la nave da sbarco Yamal, il cui arrivo è previsto per la fine di settembre ed attualmente in riparazione nei cantieri di Sebastopoli, e l’incrociatore Varyag, previsto per dicembre e attualmente in navigazione lungo la rotta che da Vladivostock porta all’Oceano Indiano.

La prima unità ad entrare in aerea di operazione è stata la Alexader Shabalin, arrivata nel dicembre 2012 dal porto di Baltijsk, sul Mar Baltico; l’ultimo è stata l’incrociatore Moskva, rientrato la settimana scorsa da un tour nell’Atlantico (Portogallo, Cuba, Venezuela e Nicaragua). Ed è proprio all’ammiraglia della Flotta russa del Mar Nero che lo Stato Maggiore della Marina Militare ha assegnato il comando della task force: incrociatore lanciamissili classe Slava da 11.280 tonnellate e un armamento che comprende 16 lanciatori per 32 missili anti-nave SS-N-12 Sandbox, 8 sistemi di lancio B-303A VLS per 64 missili S-300MPU/ SA-N-6 Fort/ Grumble SAM, 2 sistemi di lancio Zif-122 per 48 missili a media gittata 4K-33/ SA-N-4 Gecko SAM, una coppia di mitragliatrici pesanti AK-130 130mm/70, 6 mitragliatrici Ak-630 da 30mm, 2 dispositivi RBU-6000 per il lancio di razzi antisommergibile e 2 lanciatori Torpedo Type 53 con cinque tubi ciascuno da 533 mm, oltre a due elicotteri Ka-25 o Ka-27 e un efficientissimo .

Ma quella russa nel Mediterraneo orientale è una semplice operazione di “show the flag” o la preparazione ad un’inasprimento della crisi siriana? Certamente la Flotta guidata dal Moskva garantirebbe il rimpatrio dei cittadini russi costretti ad abbandonare la Siria, ma sul piano militare non può competere con il gruppo navale schierato dagli Alleati. Può però assicurare un efficiente ed inesauribile canale di aiuti alle truppe di Bashar Al-Assad e in caso di attacco dal cielo un sistema di early warning integrato con la difesa aerea siriana.

Fonte : IT log Defence

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