MANPAD siriani, un pericolo per l’aviazione civile

cctv

Con un rapporto di ottantotto pagine intitolato “The MANPADS Threat and International Efforts to Address It” la Federation of american scentists (Fas), organizzazione statunitense impegnata nel settore della sicurezza, denuncia la presenza in Siria di un numero significativo di fazioni armate in possesso di sistemi missilistici anti-aerei trasportabili a spalla (MANPAD). Il report, firmato da Matt Schroeder, cita testimonianze video ed oculari che documentano il contrabbando di sistemi terra-aria a corto raggio saccheggiati dagli arsenali di Bashar Al-Assad dalle forze antigovernative e rivenduti alle bande armate che imperversano nel paese.
Schroeder stima che i MANPAD a disposizione dell’esercito siriano nel 2011 siano stati circa 20.000, quantità simile a quella controllata dalle Forze Armate Libiche durante gli ultimi anni dell’era Gheddafi. A differenza dei 5.000 sistemi missilistici anti-aerei trafugati dalla Libia e di quelli saccheggiati dai depositi militari iracheni dopo il 2003, quelli contrabbandati in Siria sono però di costruzione più recente. Alcuni lanciatori, identificati attraverso le foto pubblicate dai ribelli in Internet, sono sicuramente vecchi SA-7, ma le testimonianze parlano anche di FeiNu FN-6 (quota di operatività 3.500 m, range 6.000 m), missili cinesi utilizzati dai ribelli (guarda il video) per abbattere un elicottero ad Aleppo e sequestrati dalle autorità yemenite a largo del golfo di Aden.
L’incertezza della situazione pone quindi in essere la possibilità che i MANPAD contrabbandati in Siria siano già caduti in mano a gruppi terroristici che ne possano fare uso contro obbiettivi non solo militari, che non dispongono quindi di contromisure adeguate, come gli aeromobili civili in transito da e per aeroporti internazionali. A questo proposito, Schroeder ricorda due casi: gli SA-18 Grouse utilizzati il 23 marzo 2007 dall’organizzazione terroristica Hizbul al-Shabaab per abbattere un cargo bielorusso in decollo da Mogadiscio e i due SA-7 Strela lanciati il 28 novembre 2002 contro un volo charter della compagnia israeliana Arkia appena decollato dall’aeroporto keniota di Mombasa, un Boeing 757-300 colpito da uno dei due missili che solo per caso non è esploso.

Fonte: IT log defence

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