Ankara: sei mesi per il contratto per l’antimissile cinese

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La Turchia spera di finalizzare i negoziati per il suo primo acquisto di missili antimissile a lungo raggio cinesi HQ-9/FD-2000 ”entro sei mesi”, secondo quanto dichiarato dal capo dell’agenzia per le commesse militari di Ankara, Marad Bayar, ai media locali. ”L’obiettivo immediato per noi é di giungere nel giro di sei mesi a un punto ragionevole nei negoziati per il contratto, che ci consenta di capire se é possibile realizzare il programma” ha aggiunto Bayar, capo del sottosegretariato per le industrie della Difesa. Lo scorso settembre, il governo di Ankara ha dato il via libera all’inizio dei negoziati sulla fornitura di missili a lungo raggio con l’azienda cinese China Precision Machinery Export-Import Corporation (CPMIEC), sotto sanzioni Usa per aver venduto armi all’Iran e alla Siria. Secondo una fonte del governo turco, il contratto dovrebbe ammontare a circa 4 miliardi di dollari, pari a 2,9 miliardi di euro. Il mese scorso Ankara ha annunciato di avere scelto il sistema cinese HQ-9, preferendolo alle offerte dei gruppi Usa Raytheon (Patriot), franco-italiano Eurosam (Samp/t Aster 30) e russo Rosoboronexport (S-400) per il prezzo più basso e le maggiori possibilità di trasferimento di tecnologia. Fonti Nato hanno però espresso dubbi sulla possibilità di connettere il sistema cinese al dispositivo radar di allerta dell’Alleanza e gli Usa si sono dichiarati ”preoccupati” dall’accordo fra l’alleato turco e il gruppo cinese, oltre tutto iscritto su una lista nera da Washington per sospetta cooperazione con la Siria e la Corea del Nord. Ankara non ha escluso negli ultimi giorni un possibile ripensamento ed ha chiesto ai concorrenti del gruppo cinese di mantenere aperte le loro offerte

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