Così al-Qaeda recluta miliziani sui social network

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Adnkronos/Aki – E’ il jihad del 21mo secolo, un ”jihad a cinque stelle”, quello che passa da Twitter, come da altri social network, per reclutare jihadisti stranieri dall’Europa agli Stati Uniti e portarli a combattere tra le fila di al-Qaeda contro il regime di Bashar al-Assad in Siria. Perchè a differenza dei miliziani wahhabiti di Osama bin Laden in Afghanistan, tagliati fuori dal mondo per mesi in nome della ‘purezza’, quelli impegnati in Siria passano le loro notti giocando online, chattando con la famiglia in Occidente o guardando video di al-Qaeda su Internet. Ed è proprio tramite il Web che, oltre all’ideologia, vengono definite le esigenze dei combattenti. ”In cima alla lista degli articoli da viaggio per i jihadisti in Siria c’è la carta igienica, un kit di primo soccorso e un iPad”, ha spiegato Shiraz Maher, analista del Centro internazionale di studi sull’estremismo, al quotidiano ‘The Telegraph’. ”Molti di questi ragazzi vengono da societa’ occidentali dove usano Twitter e altri media. Twitter è una piattaforma istantanea utile a scambiarsi informazioni”, ha aggiunto. Il Telegraph sta monitorando l’account su Flickr di ‘Abu Qa’qaa’, jihadista probabilmente britannico in Siria, dove gestisce una sezione di domande e risposte e si occupa di arruolare volontari, soprattutto dalla Gran Bretagna.

A loro dice che e’ essenziale che si portino un iPad o ”qualcosa con un wi-fi”, oltre al sapone e ad altri prodotti per capelli. Tanto che tra i jihadisti su Internet è iniziata a circolare la dicitura ”jihad a cinque stelle” riferendosi a quella in Siria, paragonata poi a quella in Mali ”dove non ci si può fare una doccia o cambiare di abito per due mesi”, scrivono i miliziani. La Siria, si legge ancora su Flickr, e’ ”il posto migliore sulla terra”, scrive Abu Qa’qaa. ”L’idea del jihad a cinque stelle e’ specifica per la Siria. Dicono che questo lusso non durerà per sempre, di venire e di approfittarne”, spiega Maher sottolineando che si tratta di una strategia per reclutare combattenti. ”Paragonati alle privazioni di chi vive a Kandahar, questi ragazzi in Siria stanno tweettando foto di barrette di KitKat o di bibite Red Bull. Sanno che stanno andando a morire, anche loro martiri per il jihad, ma dicono che su questa strada si può anche ‘fare un break, spezzare con un KitKat”’, prosegue Maher.

I social media stanno quindi svolgendo un ruolo fondamentale nel reclutamento di inglesi per la Siria, ma anche nel mantenere relazioni tra i jihadisti occidentali e le loro famiglie in patria. Le piattaforme virtuali vengono anche usate per annunciare la morte di miliziani in quello che Steven Stalinsky, direttore dell’Istituto di ricerca sui media in Medioriente (Memri) ha definito ”martirio tweet”. ”I tweet del martirio, dove i jihadisti pubblicano fotografie di chi è stato ucciso accompagnate da messaggi di cordoglio, e’ un fenomeno iniziato solo un anno fa in Siria”

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