L'unità della US Navy che distruggerà i gas siriani

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Trova conferme il piano ventilato nei giorni scorsi per distruggere in mare le armi chimiche siriane che nessun Paese ha accettato di smaltire sul suo territorio. Si tratta di mille tonnellate di precursori e 300 tonnellate di armi già pronte per l’impiego che verranno smaltiti  molto probabilmente a bordo di un’apposita unità navale dotata delle tecnologie necessarie. A Washington si valutavano due opzioni rese note la scorsa settimana dai media statunitensi. Una prevede cinque inceneritori imbarcati che possono operare a 2.700 gradi e distruggere tutti i “precursori” necessari alla realizzazione di armi chimiche. Un’operazione dalla durata prevista in 60 giorni. La seconda ipotesi prevede l’imbarco su una nave del sofisticato sistema mobile Field Deployable Hydrolysis System basato sulla dissoluzione delle sostanze.
Le indiscrezioni rivelate dal programma Newsnight della BBC rivelano che la nave adibita all’operazione sarà l’unità ausiliaria della US Navy Cape Ray (T-AKR 9679), probabilmente nelle acque internazionali del Mediterraneo. La nave, attualmente in Riserva ma riattiivabile in soli 5 giorni, imbarcherà un impianto mobile per lo smaltimento degli ordigni a bordo probabilmente il Field Deployable Hydrolysis System poiché viene citato il processo di idrolisi. Restano ancora da chiarire diverse parti di questo piano: ad esempio se la Cape Ray potrà attraccare nei porti siriani per caricare le armi chimiche considerato che il regime di Bashar Assad aveva accettato il disarmo chimico ponendo la condizione che le sue armi non venissero consegnate agli Stati Uniti.

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