Il grande suk dei sistemi-spia

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di Anna Lisa Rapanà – ANSA – Microfoni e fotocamere biometriche, video-camere spia sapientemente camuffate nel seggiolino di un bebé, in un portachiavi o inserite in una lattina di coca-cola. Localizzatori di telefoni cellulari sorprendentemente accurati. Gadget da 007 per alcuni, strumenti di lavoro per altri, notoriamente le agenzie d’intelligence di questo o quel Paese. Per un mercato che risulta vastissimo e che, emerge, per la sua speciale ‘cassetta degli attrezzi’ puç contare su centinaia di aziende che producono e vendono sistemi di intercettazione e sorveglianza simili a quelli utilizzati dall’americana Nsa e la ‘gemella’ britannica Gchq. Sono 338 quelle identificate in un rapporto della ong Privacy International che riforniscono 35 Paesi nel mondo, tra cui anche Libia e Bahrain. Lo studio, di cui à conto il Guardian, e’ stato realizzato in quattro anni di ricerche e verifiche, spulciando centinaia di brochure e presentazioni, molte raccolte in convention dedicate, tra Dubai, Praga, Brasilia, Washington, Kuala Lampur, Parigi o Londra. Operano mettendo sul mercato potenti tecnologie “generalmente associate con la National Security Agency (Nsa) e la sua controparte britannica, Government Communications Headquarters (Gchq).”, si spiega.

Tra i vari documenti emersi, anche quelli relativi a Cerebro, un sistema di intercettazione delle fibre ottiche su cui viaggiano le reti web simile al Tempora utilizzato dal Gchq, messo sul mercato da una azienda di Dubai, la Advanced Middle East Systems (Ames). C’é poi un altro ‘clone’ di Tempora, Zebra, offerto dalla sudafricana VASTech. Nella lunga lista di aziende se ne contano 77 di base nel Regno Unito e offrono un totale di 97 tipi di tecnologie. Poi Usa, Israele, Germania, Francia e una anche in Italia. E’ la ‘Hacking Team’, fondata nel 2003 e basata – si legge nel rapporto – a Milano. I suoi “prodotti” sono stati “localizzati in Marocco”, prosegue lo studio, e “afferma -si legge- di poter fornire sistemi di intercettazione per i cellulari come iPhone, Blackberry e quelli basati su Windows o Symbian”. Questo particolare mercato, scrive il Guardian, é fonte di “crescente preoccupazione tra le associazioni per i diritti umani”, nel timore che questi strumenti, a volte altamente sofisticati, arrivino nelle mani sbagliate. Le aziende si difendono affermando che si tratta di tecnologie che aiutano i governi in Asia, Africa e Medio Oriente a combattere il terrorismo e il crimine.

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