La prima bomba dell’F-35B

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Il 29 ottobre un velivolo F-35B a decollo corto e atterraggio verticale (STOVL), pilotato dal Maggiore dei Marines Richard Rusnok, ha utilizzato con successo una bomba a laser di tipo Guided Bomb Unit-12 (GBU-12) Paveway II da un alloggiamento interno al velivolo contro un obiettivo al suolo. La GBU-12 è una bomba da 500 libbre Mk-82, destinata a diversi utilizzi, equipaggiata con un laser detector sulla parte anteriore e di alette guida per colpi di precisione. La GBU-12 utilizzata in questo test non conteneva esplosivi. L’arma è stata rilasciata da un’altezza di 25.000 piedi ed è precipitata per 35 secondi prima di colpire un obiettivo fisso a terra (un carro armato) presso la Precision Impact Range Area della Edwards Air Force Base.  L’F-35 si è avvalso del proprio sistema EOTS (Electro-Optical Targeting System) affinché il pilota potesse identificare l’obiettivo, tracciare il percorso, indirizzare e far terminare la caduta della GBU-12 sul target, con assoluta precisione.L’EOTS è il primo sensore al mondo a combinare infrarossi a lungo raggio, scanner e tracciamento a infrarossi e marcatori laser al fine di massimizzare le capacità dei piloti F-35.

“Questo test guidato di rilascio di una bomba GBU-12 rappresenta il passaggio dell’F-35 a vero e proprio sistema d’arma” ha affermato Rusnok. “Rappresenta un ulteriore passo avanti nello sviluppo di questo fondamentale programma”. La scorsa settimana altri due traguardi sono stati raggiunti nell’ambito dei test dei sistemi d’arma dell’F-35. Il 21 ottobre a Patuxent River, Maryland, la variante per la Navy ha effettuato il primo test di rilascio di un’arma da un F-35C, mentre il 23 ottobre, presso la Edwards Air Force Base in California, un esemplare della Air Force ha condotto il primo pit test a terra con una bomba GBU-39 (250 libbre) di piccolo calibro.

Fonte Comunicato Lockheed Martin

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