Aumentano le vittime civili in Afghanistan

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La guerra in Afghanistan registra un’ulteriore escalation delle violenze e un incremento delle vittime civili il cui numero quest’anno è superiore a quello del 2012. Lo ha annunciato il capo della missione dell’Onu nel Paese, ad un anno dal ritiro delle truppe della Nato. Secondo i dati comunicati da Jan Kubis al Consiglio di sicurezza, 2.730 civili sono stati uccisi, pari al 10% in più rispetto al 2012, e 5.169 sono rimasti feriti negli attacchi sferrati nel corso dei primi undici mesi dell’anno. “La popolazione civile continua a fare le spese del conflitto”, ha commentato Kubis, sottolineando che i gruppi di opposizione armati, come i talebani, sono responsabili della maggior parte dei decessi di civili. Inoltre, le province occidentali e settentrionali, in passato più stabili del resto del Paese, hanno assistito ad una “recrudescenza” delle violenze. I 46.000 soldati americani e i 27.000 di altri Paesi (2mila italiani) sono in procinto di lasciare l’Afghanistan entro la fine del 2014 e la successiva missione “resolute Support” non è ancora certa finché il governo afghano non firmerà il Bilateral Security Agreement con Washington. Nel 2013 le perdite alleate ammontano finora a 155 militari di cui 109 americani, contro i ben 402 morti dello scorso anno, fra cui 297 statunitensi.

Foto: Washington Post

 

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