Afghanistan: il pessimismo dell’intelligence USA

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ANSA – Per il futuro dell’Afghanistan, gli 007 americani sono pessimisti. Nel giro dei prossimi tre anni, i progressi ottenuti dal 2010 grazie all’impegno degli Stati Uniti e dei loro alleati rischiano in buona parte di scomparire, anche se Washington lascerà sul campo qualche migliaio di soldati e continuerà a finanziare Kabul e le sue forze armate. In estrema sintesi, è questo il succo di una analisi a cui hanno contribuito 16 agenzie dell’intelligence Usa e che è stata messa nero su bianco in un corposo rapporto ‘classificato’ di cui riferisce oggi il Washington Post, citando in forma anonima alcuni funzionari dell’amministrazione che hanno avuto modo di leggerlo o che ne sono stati informati. I talebani e altri centri di potere locali, secondo l’analisi chiamata ‘National Intelligence Estimate’ (Nie), diventeranno sempre più influenti mentre gli Usa avvieranno il ritiro delle loro forze dal Paese così, come i Paesi che partecipano alla Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf, sotto comando Nato), entro la fine del 2014. Il rapporto sostiene che l’Afghanistan rischia di avviarsi nuovamente verso il caos in particolare se Washington e Kabul non firmeranno un accordo bilaterale sulla sicurezza che consenta lo stazionamento di alcune migliaia di soldati Usa in Afghanistan dopo il 2014 e la continuazione dei finanziamenti al Paese.

L’applicazione dell’accordo non è però ancora in vista, poiché il presidente Afghano, Hamid Karzai, continua a formulare richieste e non sembra affatto pronto a firmarlo. L’intelligence ritiene che senza la continuazione della presenza (militare) e dei finanziamenti, la situazione si deteriorerà molto rapidamente, ha detto un funzionario citato dal quotidiano, che d’altra parte riferisce anche di altre fonti che non sono affatto d’accordo con le previsioni degli 007. Ci sono ancora troppe varianti fino al 2017 per poter fare una previsione davvero attendibile, a cominciare dalle elezioni presidenziali del prossimo anno, ha detto un funzionario citato sempre in forma anonima. ”Credo che vedremo un riequilibrio dei poteri, sul territorio, e altre cose del genere” e ”non sarà una inevitabile ascesa dei talebani”, ha detto una fonte. L’intelligence Usa produce periodicamente rapporti del genere. Negli ultimi anni, quelli sulla guerra in Afghanistan sono sempre stati piuttosto pessimisti. Il generale americano a quattro stelle Joseph Dunfrod, comandante dell’Isaf, ha scelto di non commentare l’ultimo Nie, così come la Casa Bianca, che però in un e-mail al Post ha sottolineato che le valutazioni dell’intelligence sono solo uno dei tanti strumenti di analisi politica di cui dispone l’amministrazione. ”Terremo conto degli input (dell’intelligence) assieme a quelli dei militari, dei nostri diplomatici ed esperti mentre consideriamo le relativi decisioni che abbiamo davanti, compresa quella sulla permanenza di truppe Usa in Afghanistan dopo il 2014″.

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