Per l'intervento in Centrafrica Parigi chiede fondi alla Ue

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Mettere ordine. E’ la mission del nuovo intervento in Africa della Francia che da stasera schiera 1600 militari nella Repubblica centrafricana con l’obiettivo dichiarato di disarmare milizie e gruppi armati, di porre fine ai massacri, e ripristinare la stabilita’ in un Paese travolto dalla violenza. Nella sola capitale Bangui e in tre giorni di scontri, ha annunciato la Croce Rossa, sono stati ritrovati i corpi di 394 vittime. L’intervento, ha detto il presidente francese Francois Hollande, sarà “rapido, efficace” e dovrà “disarmare tutte le milizie e i gruppi armati che terrorizzano la popolazione” ha spiegato il capo di stato francese nel corso di una conferenza stampa al termine del summit a Parigi sulla pace e la sicurezza in Africa, precisando che le operazioni consentiranno a Bangui di “ritrovare la stabilità e di arrivare a elezioni libere e pluraliste”. “Giovedì sera i soldati erano 600. La notte scorsa 1.000 e da stanotte saranno 1600”, ha aggiunto Hollande sottolineando che “quest’ultimo e’ il numero effettivo che sarà mantenuto il tempo necessario per questa missione”. In precedenza il ministro della difesa francese aveva parlato di un’operazione “per un periodo breve, dell’ordine di sei mesi”. La presidenza francese ha anche annunciato che l’Unione africana ha deciso di portare da 3.500 a 6.000 unità i propri soldati per fare fronte alle violenze innescate dai ribelli Seleka che hanno assunto il potere a marzo e milizie cristiane di auto-difesa.

I primi rinforzi di terra sono entrati stamani nella Repubblica centrafricana. Proveniente dal Camerun, una colonna dell’esercito francese ha attraversato la frontiera nella località di Cantonnier. I soldati sono stati salutati dalla folla che gridava “Grazie! Grazie!” e saranno dispiegati “ovunque ci siano rischi per la popolazione” insieme ai 2.500 militari africani già presenti. La “terza fase dell’operazione sarà di permettere alle autorità centrafricane di riprendere il controllo del territorio e di assicurare la difesa della popolazione”, ha detto ancora Hollande spiegando che “si procederà come in Mali, e si concluderà l’operazione in vista della tenuta di elezioni”. Sempre al vertice di Parigi, Francia e Africa hanno lanciato un appello a una “larga mobilitazione internazionale” per finanziare operazioni africane di pace che permettano al continente di gestire la propria sicurezza attraverso la creazione, entro il 2015, di una forza di intervento rapido. La costituzione di tale forza, annunciata nel maggio scorso nell’ultimo summit dell’Unione africana, dovrà essere resa più semplice dalla messa a disposizione dell’Ua, da parte della Francia, di quadri militari e dall’assicurazione di formare 20.000 soldati africani all’anno. Oggi, intanto, il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon ha affermato che è “urgente evitare ulteriori deterioramenti della situazione”.

Per finanziare la forza di intervento rapido in Africa la Francia ha chiesto aiuto all’unione Europea. “Siamo tutti d’accordo sul principio fondamentale secondo cui spetta all’Africa assicurare stabilità a se stessa”, ha detto Francois Hollande al termine del summit franco-africano che si è tenuto il 6 e 7 dicembre nella capitale francese. Parigi si è detta già pronta ad addestrare 20.000 soldati africani per una forza di questo tipo. “L’Europa può giocare la propria parte”, ha aggiunto l’inquilino dell’Eliseo sottolineando l’esperienza “positiva” dell’impegno militare panafricano, coordinato dall’Ua, in Somalia. Parigi cercherà di convincere britannici, tedeschi altri Paesi europei a impegnarsi in questa direzione. “Se l’Europa vuol rendere efficaci le proprie difese – ha sottolineato Hollande – l’Africa deve essere in grado di farlo sul proprio territorio. I nostri interessi sono legati tra loro. Il terrorismo non conosce confini”.

Con fonti AFP e Reuters

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