Rapporto Prometeia: Finmeccanica genera lo 0,6% del PIL nazionale

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In una fase di profonda recessione economica come quella che stiamo attraversando è più che mai pressante ricercare le strategie necessarie per rilanciare la nostra asfittica economia nazionale. In un panorama così desolante spicca positivamente una realtà come quella di Finmeccanica che nel 2012 ha generato in Italia un valore della produzione superiore agli 11 miliardi di euro creando così un valore aggiunto di oltre 3,5 miliardi di euro. Se a questi dati significativi aggiungiamo poi che Finmeccanica esporta più di due terzi della sua produzione nei settori dell’aerospazio, difesa e sicurezza riscontriamo come essa sia il decimo gruppo al mondo per ricavi e il terzo per investimenti e ricerca nei settori suddetti. Queste esportazioni ammontano ad un valore superiore ai 7 miliardi di euro tali da rappresentare l’ 1,9% del valore totale delle esportazioni italiane dei beni. Come gruppo si evidenzia per l’elevata incidenza dei ricavi derivanti da prodotti ad alta e medio alta tecnologia – oltre il 90% del fatturato complessivo – e soprattutto per caratterizzarsi di essere sopra la media delle multinazionali europee (65%) e di quelle tedesche (80%). Tutto questo significa che il gruppo contribuisce per il 5% al saldo commerciale della manifattura. Le aziende che fanno parte del gruppo – Selex ES (elettronica per la difesa e la sicurezza), Alenia Aermacchi (aeronautica), AgustaWestland (elicotteri), OTO Melara, WASS, MBDA (sistemi difesa, Telespazio, Thales Alenia Space (spazio) Ansaldo Energia (energia), Ansaldo STS, AnsaldoBreda, BredaMenarinibus (trasporti) – generano sommando tutti i contributi diretti, indiretti e indotti oltre 9 miliardi di euro in valore aggiunto, cioè lo 0,6% del PIL e contribuendo alle entrate dello Stato per 4 miliardi di euro.

Questi dati costituiscono la parte introduttiva del rapporto “Il contributo di Finmeccanica all’Italia” realizzato congiuntamente dalle società Prometeia e Oxford Economics su proposta dell’Ufficio Studi di Finmeccanica e recentemente presentato a Roma. Il rapporto evidenzia anche gli effetti moltiplicativi generati come ogni euro di valore aggiunto del gruppo genera ulteriori 1,6 euro nell’economia italiana e ogni occupato sostiene altri 2,1 posti di lavoro in Italia. Finmeccanica impiega e supporta oltre 130mila occupati con una produttività del lavoro elevata: oltre il 65% più alta della media manifattura italiana e rimanendo più elevata lungo l’intera filiera tanto da rilevare come i posti di lavoro supportati risultano essere più qualificati rispetto al totale nazionale. Lo studio prosegue evidenziando come nel solo 2012 il gruppo abbia investito 1,3 miliardi di euro in ricerca e sviluppo (R&S) in Italia, dato che rappresenta il 12,3% della spesa complessiva da parte delle imprese italiane e il 6,6% della spesa totale in R&S nel nostro paese. I risultati di una simulazione presentata nel rapporto evidenziano poi come in assenza della R&S di Finmeccanica, il PIL potenziale italiano nell’arco di vent’anni andrebbe incontro ad una riduzione cumulata dell’ 1,7%. Nella presentazione di Alessandra Lanza -partner strategie industriali e territoriali di Prometeia – è stato sottolineato come Finmeccanica sostenga anche lo sviluppo della cultura tecnologica in Italia evidenziando la composizione dei business del gruppo, fornendo un perimetro di analisi che in questo caso è stato realizzato su tutte le attività del gruppo Finmeccanica che generano valore sul territorio italiano. Il rapporto è  un’agevole pubblicazione di 85 pagine suddiviso in quattro macroparagrafi che offrono un consistente panorama di capacità.

Il Gruppo risulta essere il 30° gruppo in Europa e Nord America nel comparto manifatturiero per totale attivo, è fra i primi dieci gruppi mondiali nel settore aerospazio, difesa e sicurezza per ammontare di ricavi, il terzo gruppo mondiale per investimenti in R&S nel proprio settore di attività e il 54° in totale. Da un’analisi dei bilanci risulta poi come i fornitori del gruppo durante la crisi siano stati i più dinamici, produttivi e profittevoli della media delle imprese italiane; il gruppo viene considerato come un driver di cambiamento per i propri fornitori per innovazione, efficienza e organizzazione. Il rapporto è quindi da considerare non una semplice elencazione di dati ma un quadro di insieme per far capire il valore del gruppo in termini di tecnologia, crescita e investimenti che peraltro è il sottotitolo del rapporto. Alla presentazione non poteva mancare il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi che ha detto che “occorrono investimenti per la ricerca tecnologica per innovare e testare nuove tecnologie perché si tratta di interventi necessari per mantenere l’attuale posizionamento strategico e continuare a rappresentare un’eccellenza dell’industria italiana.  Squinzi ha sottolineato come “l’investimento dello Stato nei settori dell’aerospazio e della sicurezza sia produttivo per generare ricchezza tecnologica, occupazione qualificata per le imprese di tutte le dimensioni rafforzando il ruolo dell’industria italiana nei confronti dei partner industriali dei paesi più avanzati”.

Per il presidente di Finmeccanica, Gianni De Gennaro, “aerospazio, difesa ed elettronica sono la frontiera più avanzata sulla quale nei prossimi mesi si andranno a consolidare i nuovi equilibri socio-politici dentro e fuori dell’Europa”. La presentazione del rapporto è stata conclusa dall’intervento dell’amministratore delegato e direttore generale di Finmeccanica, Alessandro Pansa (nella foto) che ha evidenziato come “il modello occidentale dei consumi deve cambiare verso la produzione di beni collettivi come ambiente, conoscenza e sicurezza” aggiungendo che “di questi beni collettivi Finmeccanica ne produce due, conoscenza e sicurezza” sottolineando come il termine sicurezza non significhi soltanto la difesa dei confini nazionali bensì la certezza che la trasmissione di dati sensibili possa avvenire con assoluta tranquillità e al riparo da incursioni dei pirati della rete (cyber security).

Federico CerrutiVedi tutti gli articoli

Nato a Roma, dove risiede e lavora, ha iniziato la sua carriera giornalistica nel 1965 con la rivista Oltre il Cielo occupandosi di spazio sia civile che militare e con la testata Ali Nuove. Nel 1971 ha iniziato a lavorare con Alata e dal 1979 con Difesa Oggi della quale divenne caporedattore lavorandovi fino al 1998. Ha collaborato con Rivista Aeronautica, il quotidiano Europa, il Centro Militare Studi Strategici (Cemiss) e svolto alcune attività con il SIOI. Dal 2001 è defence editor di Analisi Difesa.

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