Repubblica Centrafricana: la nuova guerra di Hollande

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di Paolo Levi ANSA – Dopo il via libera unanime del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, la Francia ha annunciato a sorpresa il lancio ”immediato” delle operazioni militari nella Repubblica centrafricana (RCA), dove questa mattina almeno 105 persone sono morte negli scontri tra cristiani e musulmani, esplosi prima dell’alba nella capitale Bangui. Al termine di un consiglio di guerra all’Eliseo, convocato nel tardo pomeriggio, dopo l’adozione da parte dell’Onu della risoluzione che stabilisce l’invio di 1.200 soldati francesi in appoggio alle forze africane gia’ presenti – Hollande e’ apparso in tv per una breve dichiarazione: ”Ho deciso di agire immediatamente, gia’ da questa sera, in coordinamento con gli africani”, ha annunciato il presidente, aggiungendo che i 650 militari francesi gia’ in loco ”raddoppieranno entro qualche giorno, per non dire entro qualche ora”. I In un contesto in cui le organizzazioni non governative, tra cui Emergency, denunciano gravi violenze nei confronti di donne e bambini, Hollande ha spiegato che Parigi ha un dovere di ”assistenza e solidarieta’ nei confronti di un Paese amico, il Paese piu’ povero al mondo, che ci chiede aiuto”. L’operazione – la terza dei militari francesi in Africa in pochi anni, dopo Costa d’Avorio, Libia e Mali – sara’ ”rapida” e non dovrebbe durare a lungo, ha detto ancora Hollande. La RCA e’ in preda ad una spirale di violenze intertribali e interreligiose tra cristiani e musulmani dopo il rovesciamento, nel marzo scorso, del presidente Francois Bozize’, da parte di una coalizione eterogenea a dominanze musulmana, denominata Se’le’ka.

Nelle ultime settimane,le violenze si sono moltiplicate, portando il Paese nel caos. Da Parigi, dove si trova per il vertice sulla pace e la sicurezza in Africa – che si aprira’ domani all’Eliseo – il premier centrafricano Nicolas Tiangaye ha chiesto oggi di lanciare le operazioni ”immediatamente” dopo il voto dell’Onu. Sul posto sono stati decretati un coprifuoco dalle 18:00 alle 6:00 e la chiusura delle frontiere con la Repubblica del Congo. La risoluzione Onu, adottata dai 15 membri del Consiglio di sicurezza, autorizza i francesi a ”prendere tutte le misure necessarie per sostenere la Misca”, la forza africana in RCA, che dovrebbe essere composta da 3.600 uomini, ma che per ora ne conta appena 2.500, scarsamente equipaggiati e formati. L’Ue ha detto che intende assistere questa missione con ”diverse opzioni”, principalmente ”finanziarie”. Ma molti Paesi europei si sono mostrati freddi rispetto agli appelli di Hollande. Da parte sua la Gran Bretagna ha proposto alla Francia un ”aiuto logistico” limitato. ‘Sangaris’, questo il nome dell’operazione francese lanciata oggi, gia’ dispone di 600 militari sul posto. L’intenzione e’ raddoppiare il contingente, che passera’ a 1.200 uomini. Intanto, un mini-vertice sulla situazione in Rca si terra’ dopodomani a Parigi, al termine del summit sulla pace e la sicurezza in Africa, che si apre domani e a cui partecipano 40 capi di Stato e di governo africani.

Da parte sua, il presidente centrafricano Michel Djotodia,iscritto nei ranghi degli ex-ribelli Se’le’ka, ha invitato la popolazione terrorizzata ”a mantenere la calma”. ”L’esercito francese – ha aggiunto – e’ amico del Centrafrica” e non e’ li’ per ”appoggiare una parte a danno dell’altra”. Le autorita’ locali attribuiscono la responsabilita’ del massacro di questa mattina alle milizie cristiane ‘anti-balaka’ e ad alcuni elementi favorevoli all’ex presidente decaduto, Francois Bozize’. Nei giorni scorsi, Emergency, ha denunciato l’orrore, parlando di bimbi di etnia Peuls – nomadi musulmani che vivono a una novantina di chilometri da Bangui – mutilati e feriti gravemente a colpi di machete e di armi da fuoco.

 

 

Foto EMA

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