Rolls-Royce: entro 10 anni flotte di mercantili-droni

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I droni-volanti sono una realtà affermata da anni in campo militare e dual-use e si apprestano a conquistare ampi spazi anche sul mercato civile. Dopo i velivoli  la prossima “rivoluzione unmanned”  potrebbe essere riguardare grandi navi mercantili, come i portacointainer lunghi anche 300 metri, completamente robotizzati e guidati in remoto da centrali a terra. Questa almeno la “vision” di Rolls Royce secondo quanto riferisce l’articolo “No hands on deck: Dawn of the crewless ship” del Financial Times. L’azienda motoristica leader nel settore aereo come in quello dei propulsori navali valuta che l’ostacolo più rilevante a questa rivoluzione non è tanto la tecnologia ma la regolamentazione che gestisce il traffico delle merci. Come sta accadendo per i velivoli teleguidati (UAV /UAS) il cui impiego nei cieli viene solo ora regolamentato da apposite norme che ne garantiranno lo sviluppo sul mercato civile. Secondo Rolls Royce sarà prima possibile muovere cargo di medie dimensioni in grado di viaggiare nelle acque territoriali Usa o dela Ue, per passare poi a navi teleguidate in grado di attraversare il globo.

Di fatto già ora i colossi dei mari, come la Estelle Maersk, la più moderna e grande portacointaner del mondo, in grado di trasportarne 15.000, lunga 397 metri e larga 56, sono di fatto del tutto automatizzate. Per manovrarla e gestirla occorrono infatti solo 13 uomini di equipaggio. “L’idea di una nave manovrata da lontano non è nuova ma circola da decenni – ha spiegato Oskar Levander a capo del settore di ingegneria marittima di Rolls-Royce – la differenza è che ora abbiamo la tecnologia necessaria per realizzarla”. In realtà imbarcazioni teleguidate ne esistono già di diversi tipi ma solitamente si tratta di piccole imbarcazioni, anche armate, utilizzate per il pattugliamento costiero o di aree pre-costiere oppure  imbarcazioni destinate ad essere messe a mare da unità più grandi per compiti specifici (antisommergibile). E’ il caso degli USV (Unmanned Surface Vessel)  come I 4 classe Fleet o i pattugliatori da 18 metri tipo Piranha o i più piccoli Protector dell’israeliana Rafael (nelle immagini) concepiti per sorvegliare porti e infrastrutture e affrontare eventuali minacce incluse quelle terroristiche e legate alla pirateria. Sono disponibili molti modelli di USV di limitate dimensioni ma al di là delle capacità tecnologiche restano però da chiarire non pochi aspetti concernenti la sicurezza di grandi navi commerciali teleguidate. Attualmente gli armatori rafforzano gli equipaggi con guardie armate o militari per proteggerle dai pirati. Come potrà difendersi una nave-drone da assalti di pirati o terroristi? Certo potrà imbarcare armamento difensivo anch’esso a controllo remoto ma se qualcuno riuscisse a prendere il controllo dei comandi della nave o anche solo a disturbarli per renderli inefficaci (come è accaduto in alcuni casi con i velivoli teleguidati) un mercantile di quelle dimensioni potrebbe diventare una facile preda per bende criminali o trasformarsi in una pericolosa arma terroristica.

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