I pirati catturano una petroliera al largo dell’Angola

KERALA

(Aggiornato il 29 gennaio)

Sembra non ci siano più dubbi sul fatto che il Kerala (nella foto), petroliera battente bandiera liberiana ma di proprietà greca, sparita dai radar sabato scorso mentre si trovava al largo delle coste dell’Angola, sia stata vittima della pirateria. “La Marina militare sta seguendo le tracce dei pirati non solo con imbarcazioni ma anche con mezzi aerei”, ha dichiarato un ufficiale alla Radio Nazionale angolana. “Sospettiamo che il sequestro sia avvenuto intorno alle 19 di sabato scorso a circa 3,5 miglia dalla costa angolana”, ha proseguito l’ufficiale. E’ la prima volta che avviene un attacco di pirateria al largo delle coste angolane. La Sonangol, compagnia petrolifera nazionale per cui la Kerala stava prestando servizio, ha fatto sapere in una nota che a bordo ci sono 27 persone di equipaggio di nazionalità filippina e indiana. La petroliera era carica di gasolio e stava aspettando l’autorizzazione per entrare nel porto di Luanda e scaricare. Gli attacchi dei pirati negli ultimi anni si sono intensificati nel Golfo di Guinea, specialmente al largo della Nigeria, primo produttore di petrolio in Africa. Con il passare dei mesi gli assalti si sono spostati sempre più a sud, l’ultimo era avvenuto al largo del Gabon, portando grattacapi ai governi dei paesi affacciati sull’Atlantico. Proprio lo scorso agosto, José Eduardo Dos Santos, presidente dell’Angola, paese secondo produttore di petrolio in Africa aveva lanciato un appello affinché aumentasse il lavoro congiunto degli stati del Golfo per combattere la pirateria, che, aveva dichiarato, “mette a rischio le esplorazioni di petrolio off shore”. I pirati solitamente attaccano petroliere per trasferire il carico su imbarcazioni più piccole e talvolta sequestrano i marinai per chiedere un riscatto.

Il 27 gennaio il governo angolano ha accusato l’armatore della Kerala (la società greca Dynacom) di aver simulato il sequestro da parte dei pirati,  “Il Kerala e’ stato localizzato al largo della Nigeria – ha fatto sapere un ufficiale della Marina angolana – abbiamo accertato che non c’e’ stato alcun sequestro da parte dei pirati, e’ stato tutto organizzato dall’equipaggio e dall’armatore”. Il proprietario della petroliera ha smentito le dichiarazioni del governo e ha confermato il sequestro. “Abbiamo ristabilito le comunicazioni con il Kerala – si legge in un comunicato pubblicato sul sito web della societa’ – tutti i membri dell’equipaggio stanno bene. L’imbarcazione e’ stata attaccata dai pirati al largo dell’Angola ed e’ stata rubata una grande quantita’ di combustibile”. Ma il governo dell’Angola ha proseguito nelle accuse all’armatore e ha confermato la sicurezza delle coste del paese. “Non c’e’ nessun atto di pirateria nelle nostre acque – ha aggiunto l’ufficiale – non c’e’ stato alcun sequestro. La responsabilita’ di questo avvenimento deve essere attribuito all’armatore e all’equipaggio”. I pirati da mesi hanno intensificato gli attacchi nel Golfo di Guinea, spostando gli assalti sempre piu’ a sud, fino al Gabon. Quello del Kerala e’ stato il primo episodio denunciato come pirateria nelle acque angolane.

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