Contractor Usa aiutano le truppe irachene a Fallujah

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Oltre due anni dopo il ritiro dei contingenti militari gli Stati Uniti sono ancora coinvolti nella guerra contro al-Qaeda in Iraq.  Centinaia di contractor che lavorano per le più grandi aziende americane nel settore della difesa aiutano i militari iracheni a usare le  armi e gli equipaggiamenti “made in USA” nella battaglia contro i miliziani qaedisti dell’ISIS (Stato Islamico di Iraq e Levante) a Ramadi e Fallujah, nella provincia di al-Anbar. A parlarne è il Wall Street Journal. Nei prossimi mesi, il governo statunitense dovrebbe cominciare a spedire in Iraq più di 6 miliardi di dollari in armi ed equipaggiamenti militari. L’ultimo accordo include quasi 500 missili Hellfire e mini-droni ma èm nstata approvata anche la vendita di 24 elicotteri da attacco AH-64EApache le cui consegne verranno anticipate dall’arrivo a Baghdad di 6 velivoli dello stesso tipo già in dotazione all’US Army e acquisitri in leasing temporaneo dall’Iraq. Oltre ai contractor nel Paese operano ancora 200 consiglieri militari statunitensi rimasti a Baghdad a istruire le truppe locali dopo il ritiro delle forze americane alla fine del 2011. Gli Stati Uniti mantengono una forte presenza con l’ambasciata a Baghdad, una delle strutture diplomatiche americane più grandi al mondo. Guardie private, analisti, autisti, traduttori, istruttori militari, logisti, cuochi ecc. In tutto, ora, più di 5.000 contractor lavorano in Iraq.

Il ruolo dei contractor è stato decisivo in Iraq e Afghanistan, tanto che gli Stati Uniti hanno speso più di 200 miliardi nell’ultimo decennio per assoldare società private e in Afghanistan, nel 2012, sarebbero morti più contractor civili che soldati americani, secondo lo studio di Steven Schooner, professore alla George Washington University Law School. Negli scontri che infuriano nelle province sunnite irachene è morto anche Talha il Ceceno, cognato di Abu Bakr al Baghdadi, capo dell’Isis. Il suo corpo è stato trovate tra i 57 miliziani uccisi nelle ultime 24 ore in Iraq da milizie tribali filogovernative nelle regioni di Diyala (nord-est), Babilionia (nord) e al Anbar (ovest). Lo riferisce il ministero della difesa iracheno citato dalla stampa panaraba. Talha il Ceceno è stato ucciso nella provincia di Diyala in combattimenti tra miliziani dell’Isis e loro rivali delle tribù locali. Analoghi combattimenti sono in corso nella turbolenta regione di Anbar, in particolare attorno al capoluogo di Ramadi e a Falluja dove,  secondo fonti militari di Baghdad, le forze governative sono riuscite ad avanzare grazie alla copertura aerea e di artiglieria.

Foto Us Marines e AFP/Getty Images

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