Tre miliardi di armi russe per l'Egitto

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Secondo il quotidiano russo Vedomosti l’Egitto ha firmato un accordo iniziale con la Russia per la fornitura di armi per un valore superiore ai 3 miliardi di dollari. L’accordo in questione sarebbe frutto dell’incontro avvenuto a Mosca tra il leader militare egiziano, il Generale Abdel Fattah el-Sisi e il Presidente della Federazione russa Vladimir Putin.  Si tratta del primo viaggio all’estero del possibile futuro nuovo capo di Stato egiziano e l’incontro in questione sposta l’ago della bilancia dei rapporti politico-commerciali decisamente dagli USA verso la Russia. Se da un lato l’ascesa di El-Sisi ha provocato infatti il raffreddamento dei rapporti con Washington (che lo scorso ottobre aveva deciso per questo motivo di tagliare gli aiuti militari forniti al Cairo), Mosca dal canto suo ha colto l’occasione per allacciare i rapporti con l’ex alleato egiziano; non a caso Putin ha espresso il suo pieno appoggio alla candidatura di El-Sisi alla presidenza egiziana.

Quest’ultimo ha ribadito come il rapporto tra Russia ed Egitto sia necessario soprattutto in virtù della lotta al terrorismo, citando espressamente i recenti avvenimenti in Siria, la cui sicurezza è minacciata da gruppi terroristi. Anche se non emergono dettagli specifici sugli accordi militari ed economici, il Vedomosti avrebbe citato fonti dell’industria della Difesa russa riportando i seguenti armamenti: caccia MiG-29M/M2 (nella foto), elicotteri d’attacco Mi-35, ma anche sistemi SAM anti aerei, missili antinave, armi leggere e munizioni; si tratta a ben vedere di una lista che di fatto sostituisce gli armamenti americani richiesti a suo tempo (caccia Lockheed Martin F-16, elicotteri d’attacco Boeing AH-64 Apache, carri armati M1A1 e missili antinave sempre di produzione statunitense). L’accordo in questione è frutto della visita delle scorso novembre al Cairo del Ministro degli Esteri di Mosca Serghei Lavrov e del Ministro della Difesa Serghei Shoigu; secondo le indiscrezioni apparse sulla stampa in quell’occasione i contratti di cui sopra sarebbero frutto del finanziamento di Arabia Saudita e Emirati Arabi.

Maurizio SparacinoVedi tutti gli articoli

Nato a Catania nel 1978, si è laureato in Scienze della Comunicazione scritta e Ipertestuale. Collabora dal 1998 con alcune riviste del settore sull'esclusivo tema dell'aviazione militare sovietica e russa. Dal 2003 inizia la collaborazione con Analisi Difesa occupandosi del salone aeronautico MAKS di Mosca; successivamente prepara dossier su alcuni storici bureau di progettazione aeronautica russa (Tupolev, Beriev) e sulla storia dei missili aria-aria russi. Attualmente si occupa in particolare del settore esportazione degli aerei e degli elicotteri militari russi nel mondo.

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