Dimezzato l'arsenale chimico siriano

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La Siria ha smobilitato oltre la metà del suo arsenale chimico. Lo ha annunciato la missione congiunta Onu-Oipac (Organizzazione per la Messa al bando delle armi chimiche) incaricata di supervisionare lo smantellamento delle armi chimiche di Damasco.  “Ad oggi il 53,6% della armi chimiche della Siria è stato portato fuori dal Paese o è stato distrutto”, ha dichiarato la missione congiunta che ha parlato di un “importante progresso” da parte della Siria. “La missione Onu-Oipac accoglie con soddisfazione il risultato e incoraggia la Siria a procedere con lo stesso ritmo” ha affermato in un comunicato.  La Siria è in ritardo sulla tabella di marcia che prevede la distruzione dell’intero suo arsenale chimico entro il 30 giugno, scadenza concordata fra Russia e Stati Uniti lo scorso anno. A inizio marzo Damasco ha presentato all’Opac una proposta rivista del piano di rimozione delle armi chimiche, che prevede il completamento delle operazioni “entro la fine di aprile 2014”.
Al 4 marzo erano state effettuate sei spedizioni di componenti chimici, pari alla rimozione del 35% di tutto l’arsenale, di cui il 23% dei componenti più pericolosi (priority 1) e il 63% di quelli meno urgenti (Priority 2). L’ulteriore progresso registrato nel mese di marzo potrebbe essere legato al miglioramento della sicurezza dopo le recenti vittorie delle truppe lealiste sui ribelli ma anche alle pressioni dell’Opac sul regime di Damasco tese ad accelerare le operazioni d’imbarco delle armi chimiche già in forte ritardo rispetto alla pianificazione iniziale.

Mappa: International Institute for Strategic Studies

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