Un Marte per la difesa costiera del Golfo

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da Doha
MBDA Missile Systems ha presentato ieri al Salone DIMDEX di Doha (Qatar) un nuovo sistema di difesa costiera basato sui missili della famiglia Marte che sembra raccogliere l’interesse della Marina del Qatar e di altri Paesi dell’area del Golfo Persico. Il dimostratore, che può impiegare sia la versione MK 2 sia quella Extended Range del missile italiano, è stato messo a punto in breve tempo con fondi aziendali con l’obiettivo di soddisfare a costi contenuti specifici requisiti di difesa costiera contro la minaccia portata da unità medio-leggere. L’MCDS (Marte Coastal Defence System) garantisce infatti la sorveglianza del traffico marittimo e costiero e l’interdizione delle acque territoriali a imbarcazioni ostili. Il sistema è in grado di:
• monitorare e aggiornare, in tempo reale, la situazione delle linee di comunicazione
marittime;
• rilevare e identificare imbarcazioni ostili, grazie alla presenza di un sistema di
sorveglianza attiva;
• ricevere i dati dei bersagli attraverso Data Link;
• neutralizzare imbarcazioni ostili usando una nuova generazione di missili antinave.

L’MCDS verrà proposto in configurazioni diverse e flessibili, secondo i requisiti del cliente, e potrà operare in modalità autonoma/stand alone o essere integrato con un network di sorveglianza radar già esistente. L’MCDS inoltre potrà impiegare due diversi missili appartenenti alla stessa famiglia: il Marte MK2/N, per quegli operatori che intendono controllare le acque costiere, ed il Marte ER, per quegli operatori che hanno necessità di controllare una più ampia porzione di mare. L’MCDS costituisce uni strumento efficace e a basso costo di esercizio ideale per Paesi che si affacciano su specchi di mare ristretti e devono fronteggiare potenziali minacce portate da unità del tipo corvetta o più piccole contro le quali un solo Marte è letale.
Il sistema è così strutturato:
• un modulo di Comando e Controllo, composto da un shelter ISO standard che può essere connesso tramite Data Link al livello superiore del sistema di ricerca e sorveglianza. Questo modulo comprende console per gestire le tracce fornite dal proprio radar (modalità operativa stand alone) o seguire bersagli indicati dal livello superiore del sistema di sorveglianza (modalità operativa integrata);
• un modulo lanciatore, che include fino a 4 unità di tiro e che possono essere montate su camion ISO standard. Ogni lanciatore può ospitare fino a 4 missili;
• un modulo logistico, che comprende un veicolo per il supporto logistico, oltre ad un numero variabile di veicoli per il rifornimento di ulteriori munizioni.

La presentazione del nuovo sistema missilistico al Salone di Doha fa seguito alla visita in Italia di una delegazione della Marina qatarina che impiegherebbe il Marte anche sugli elicotteri NH-90 la cui acquisizione in 22 esemplsri di cui 12 per la Marina è stata ufficializzata oggi al salone di Doha. Alla luce del e aspirazioni dell’industria italiana della Difesa in Qatar e del “lancio” della batteria costiera su un mercato tradizionalmente dominato da  statunitensi, francesi e britannici ha stonato l’assenza al Salone DIMDEX di rappresentanti del governo italiano, del ministro della Difesa o quanto meno di un sottosegretario. La Delegazione di Segredifesa era guidata dal Vice Segretario Generale/Direttore Nazionale degli Armamenti, l’ammiraglio di Squadra Valter Girardelli.

La famiglia di missili Marte
Il Marte MK2 è un sistema d’arma fire-and-forget, antinave, a medio raggio e a volo seaskimming, utilizzabile in tutte le condizioni meteo, dotato di guida inerziale a medio corso e guida terminale con radar, capace di distruggere piccole navi e danneggiare seriamente imbarcazioni più grandi. Il missile pesa 310 kg ed è lungo 3,85 metri. Il missile Marte è nato negli anni ’80 con la versione MK/2 per impiego da elicottero ed una portata di circa 30 km. A questo primo modello sono poi seguite altre versioni per impieghi su piattaforme differenti, facendo del Marte una vera e propria famiglia di missili. Il Marte MK-2/S, dove la “S” sta per “Short” e indica la riduzione della lunghezza della munizione al fine di ottenere una più semplice integrazione a bordo velivolo, è già stato integrato sugli elicotteri AW101 e NH-90 NFH (Naval/Nato Frigate Helicopter) in servizio presso la Marina Militare Italiana. Il Marte MK-2/A invece nasce per l’impiego a bordo di velivoli ad ala fissa (caccia o da pattugliamento). Infine, in risposta al crescente interesse nei confronti di un sistema missilistico navale superficie/superficie leggero e a reazione rapida per operazioni costiere, è stato sviluppato il Marte MK2/N.

La nuova versione del missile, denominata Extended Range, pur conservandone le caratteristiche di base della famiglia Marte, ne allunga la portata. Il nuovo nato nella famiglia Marte si differenzia dalle versioni precedenti per due fondamentali caratteristiche: la propulsione a turbogetto (che generalmente porta ad un incremento di circa il 400% della portata rispetto a quella a razzo) e la nuova cellula cilindrica isocalibro. Il missile, dotato di queste nuove ed importanti componenti, comprende tuttavia una serie di elementi già presenti nelle versioni precedenti del missile Marte, offrendo una serie di importanti commonality particolarmente apprezzate sul mercato. Con tutti questi interventi il nuovo missile è in grado di superare abbondantemente i 100 km di portata (con il supporto radar offerto da velivoli o unità navali avanzati rispetto alla batteria costiera)  garantendo una velocità, sia di crociera che di attacco finale, fortemente incrementata rispetto alle versioni precedenti dei missili della famiglia Marte. Viceversa, la lunghezza è inferiore a quella del modello precedente, mentre i sistemi logistici, quali il canister di trasporto e stoccaggio della variante da elicottero ed il carrellino per la movimentazione e l’aggancio del missile al velivolo, sono gli stessi utilizzati per il modello MK2/S, con indubbi vantaggi.

Gianandrea GaianiVedi tutti gli articoli

Nato a Bologna, dove si è laureato in Storia Contemporanea, dal 1988 ha collaborato con numerose testate occupandosi di analisi storico-strategiche, studio dei conflitti e reportages dai teatri di guerra. Dal febbraio 2000 dirige Analisi Difesa. Collabora con i quotidiani Il Sole 24 Ore, Il Foglio, Libero, Il Mattino e Il Corriere del Ticino, con i settimanali Panorama e Oggi e con i periodici Limes, Gnosis e Focus Storia. E' opinionista delle reti tv RAI, RSI, Mediaset, Sky, La7 e radiofoniche Rai, Capital e Radio24. Ha scritto Iraq Afghanistan - Guerre di pace italiane.

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