In ritardo gli aiuti militari USA all'Ucraina

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Adnkronos – Le forze militari ucraine attendono da oltre due mesi che gli Stati Uniti forniscano loro gli aiuti richiesti per fronteggiare i separatisti filorussi e la pressione delle truppe di Mosca lungo i confini orientali del Paese. Non si tratta di sofisticati sistemi d’arma, ma di attrezzature molto più rudimentali, ma non meno necessarie per le impreparate e male equipaggiate forze di Kiev: stivali anfibi, uniformi, giubbetti antiproiettile, pneumatici per i mezzi di trasporto. A scriverne è il Daily Beast che è entrato in possesso della ‘lista della spesa’ fatta recapitare a Washington all’inizio di marzo, dopo l’invasione russa della Crimea. Finora, l’Amministrazione Obama ha inviato a Kiev migliaia di razioni alimentari militari, i cosiddetti ‘meals-ready-to-eat’ (nella foto) ed ha approvato aiuti militari per 18 milioni di dollari, ponendo però rigidi limiti all’impiego di questi fondi. Il 22 aprile, il vice presidente Joe Biden, in visita a nella capitale ucraina, aveva annunciato che gli Stati Uniti avrebbero presto inviato attrezzature per le comunicazioni e per il rilevamento degli ordigni e altro materiale utile a fronteggiare le milizie separatiste sponsorizzate da Mosca.

La portavoce del Pentagono Eileen Lainez ha riferito che l’ambasciata Usa a Kiev finora ha “acquistato e consegnato alla polizia di frontiera ucraina pompe per il carburante, filo spinato, batterie per veicoli, pneumatici, binocoli e attrezzature per le comunicazioni”. La lista del materiale richiesto dall’Ucraina comprende però anche 20mila visori notturni, 277 radio a prova di intercettazioni, 12mila giubbetti antiproiettile e 2mila elmetti in kevlar. Come riferisce al Daily Beast Phillip Kerber, un tempo consigliere strategico dell’ex segretario di Stato Caspar Weinberger, che si trova in costante contatto con i comandanti militari ucraini, le truppe di Kiev che si trovano a fronteggiare i separatisti filorussi non hanno ricevuto nulla. Perfino le razioni alimentari e i sacchi a pelo per i soldati ancora devono essere consegnati. Il senatore repubblicano John McCain, ex candidato per la Casa Bianca, denuncia i ritardi e si lascia andare al sarcasmo. Per lui, è evidente che Washington “non vuole provocare Vladimir”.

Foto Eliseo Bertolasi

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