Pronti alla consegna i primi Yak-130 siriani

YAK-39

La Siria starebbe per ricevere 9 Yak-130 (Mitten), caccia da addestramento avanzato di quarta generazione e mezza nato dalla collaborazione tra l’azienda aeronautica russa Yakovlev e l’italiana Aermacchi. L’operazione, prevista per la fine del 2014, rientra nel contratto stipulato nel dicembre 2011 tra il Paese mediorientale e l’esportatore russo Rosoboronexport, 36 caccia Yak-130 per un controvalore di US$ 550 milioni. La notizia, pubblicata dal quotidiano di politica e finanza Kommersant, precisa che secondo i piani definiti dall’esportatore russo e da United Aircraft Corporation, società pubblica che detiene il controllo di Yakovlev, la commessa dovrebbe essere soddisfatta entro il 2016 con la consegna di due ulteriori lotti da 12 e 15 velivoli.
Secondo le informazioni diramate dalla stampa russa gli stabilimenti Yakovlev avrebbero già assemblato i nove jet e sarebbero in attesa dell’autorizzazione per procedere all’installazione dei motori. Damasco avrebbe già effettuato un primo pagamento a giugno: US$ 100 milioni versati alla Rosoboronexport come saldo per i primi sei Yak-130. La Russia considera la vendita dei caccia da addestramento avanzato ad un Paese in guerra come fornitura di sistemi d’arma destinati alla difesa, e quindi non una violazione delle leggi internazionali come sostenuto dagli Stati Uniti.

Dotato di sei piloni sub-alari, uno sotto la fusoliera e due alle estremità delle ali, lo Yakovlev Yak-130 è configurabile anche come caccia da attacco leggero con carico di armamenti fino a 3.000 kg: un cannone fisso da 30mm GSh-301 o un GSh-23 installato all’interno di un pod UPK-23-250; missili aria-aria R-73 o RVV-AE; missili aria-superficie Kh-25M; razzi da 57mm, 80mm, 122mm o 266mm; bombe da 250 kg o da 500 kg; bombe a grappolo RBK-500 e bombe incendiarie ZB-500; suite Electronic Warfare system con dispenser chaff and flare; radar warnig receiver (RWR) e dispositivi jammer attivi. L’avionica è basata su un canale dati digitale compatibile con un Databus 1553, un sistema di controllo Fly-By-Wire a canale quadruplo; un cockpit di ultima generazione che per ciascun pilota con tre display multifunzionali tipo raster/stroke, un HUD (Head-up Display) e un casco HMD (Helmet-Mounted Display) con doppio ricevitore GPS/GLONASS per l’aggiornamento dell’Inertial Reference System (IRS) sui dati relativi al sistema di navigazione e targeting, una strumentazione compatibile per l’uso di visori notturni NVG (Night Vision Google) e controlli HOTAS (Hands On Throttle And Stick).

Fonte:ItlogDefense

Eugenio Roscini VitaliVedi tutti gli articoli

Colonnello dell'Aeronautica Militare in congedo, ha conseguito un master di specializzazione in analisi di sistema e procedure all'Istituto Superiore di Telecomunicazioni. In ambito internazionale ha prestato servizio presso il Comando Forze Terrestri Alleate del Sud Europa, la 5^ Forza Aerea Tattica Alleata e il Comando NATO di AFSOUTH. Tra il 1995 e il 2003 ha preso parte alle Operazioni NATO nei Balcani (IFOR/SFOR/KFOR). Gestisce il sito ITlogDefence.

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