Ucraina: verso una guerra lampo di Putin?

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Dalla protesta alla rivolta; dalla rivolta alla rivoluzione; dalla rivoluzione alla guerra civile. Questa l’escalation a pochi mesi dall’inizio della crisi russo-ucraina, una crisi che scotta e che rischia di mandare in frantumi un Paese già diviso. Da una parte l’esercito di Kiev e il governo filo-occidentale del premier ad interim Arsenij Jacenjuk, dall’altra Mosca e i russofoni di Odessa, Donetsk, Krasnoarmeysk, Druzhkovka, Kramatorsk, Krasny Liman, Slavyansk…. Al di là dei moniti e dei proclami, delle reciproche accuse e degli annunci sul ritiro delle truppe, le possibilità che lo scenario possa peggiorare e lo scontro si inasprisca a tal punto da “giustificare” l’intervento russo sono alte. Utilizzando le informazioni messe a disposizione dalla stampa internazionale ed i dati sulle capacità dei rispettivi eserciti, proviamo a fare il quadro della situazione in quello che oggi è considerato il punto più caldo del pianeta.

Al netto dei rapporti che parlano di unità sciolte a causa delle diserzioni di massa e dell’operatività di alcuni reparti gravemente compromessa a causa delle defezioni di ufficiali e soldati che si sono uniti ai filo-russi, come nel caso della 25^ Brigata Aviotrasportata Cherkaske, del 55° Reggimento d’Artiglieria Evpatoriya e di alcuni battaglioni della marina di base in Crimea, l’esercito ucraino dispone di circa 75.000 uomini (65.000 unità di terra, 6.000 truppe aviotrasportate, 2.500 marines), 790 Tanks, 2.200 mezzi blindati da combattimento, 1.100 sistemi d’artiglieria, 70 elicotteri da combattimento 12 sistemi lanciamissili superfice-superfice a corto raggio e 350 sistemi missilistici per la Difesa Aerea.  Il grosso della componente terrestre è distribuita nell’area nord-orientale che confina con la Russia, nell’Ucraina sud-orientale, centro della rivolta filo-russa, di fronte alla lingua di terra che conduce alla Crimea, a nord di Kiev lungo l’autostrada che porta al posto di frontiera con Bielorussia e a ridosso della Transnistria, repubblica indipendente staccatasi dalla Moldavia ma riconosciuta dalla sola Russia e rimasta isolata dopo l’inizio della crisi.
Nell’oblast di Kherson, accesso alla Crimea, il 6° Corpo d’Armata Dnipropetrovsk (Comando Operativo Sud) starebbe schierando la 79^ Brigata Aeromobile Solyanu-Mykolav, l’11° Reggimento elicotteri Chornobaivka, alcuni reparti della 28^ Brigata Meccanizzata Chornomorske e la 73^ Brigata Spetsnaz (Forze Speciali) della Marina, forza di reazione rapida delle Forze Armate; sul confine con la Moldavia stazionerebbe l’80° Reggimento Aeromobile Lvive; nell’area di Donetsk-Slovyansk-Kharkiv opererebbero la 17^ Brigata Corazzata Kryvyi Rih, la 92^ Brigata Meccanizzata Chuhuiv e 93^ Brigata Meccanizzata Cherkaske, la 55^ Brigata s’Artiglieria Zaporizhya, il 1039° Reggimento Difesa Aerea Khvardeyske, alcune unità della 25^ Brigata Aviotrasportata Cherkaske e il 3° Reggimento Spetsnaz Kirovohrad.
Lungo il confine con la Russia e con la Bielorussia, l’8° Corpo d’Armata Zhytomyr (Direttorato Territoriale Nord) avrebbe fatto confluire la 1^ Brigata Carri Goncharivske, la 30^ Brigata Meccanizzata Novograd-Volynskiy, la 72^ Brigata Meccanizzata Belaya Tserkova, la 95^ Brigata Aviotrasportata Zhytomyr, il 27° Reggimento d’Artiglieria MLRS Sumy, il 107° Reggimento s’Artiglieria MLRS e i reggimenti corazzati del 169° Centro Addestramento di Desna.

Più arretrate stazionerebbero la 26^ Brigata d’Artiglieria Berdichiv, il 1129° Reggimento di Artiglieria Antiaerea Belaya Tserkova, la 101^ Brigata Kiev e il 1° Reggimento Spetsnaz Kiev. Dal settore occidentale controllato dal 13° Corpo d’Armata Rivne (Comando Operativo Ovest) sarebbe pronte a muovere la 51^ Brigata Meccanizzata e il 59° Reggimento Difesa Aerea Vladimir-Volynskiy, la 24^ Brigata Meccanizzata Yavoriv, la 16^ Brigata elicotteri Brody, la 7^ Brigata elicotteri Kaliniv, il 15° Reggimento di Artiglieria Drogobych, la 128^ Brigata Fanteria da montagna Mukachevo, il 300° Reggimento Meccanizzato Chernivtsi, l’11^ Brigata d’Artiglieria Ternopil, l’8° Reggimento Spetsnaz Khmelnitskiy e la 19^ Brigata Missili Khmelnitskiy.
Dall’altro lato della “trincea”, sul confine occidentale e in Crimea il Cremlino schiera circa 46.000 uomini, forze di terra della Sesta, Ventesima e Quarantanovesima armata appoggiate dalle unità della Flotta del Mar Nero e da più di 200 caccia ed altrettanti elicotteri da combattimento.

Nel Distretto Militare Meridionale, Mosca avrebbe fatto confluire le truppe aviotrasportate (Vozdushno Desantnye Voyska – VDV) della 98^ Divisione Iavanovo, la 56^ Brigata VDV Kamyshin, la 20^ Brigate Corazzata Nizhny Novgorod, la 34^ Brigata di Fanteria Motorizzata Sverdlovsk, la 205^ Brigata Fucilieri Motorizzati, la 33^ Brigata Ricognitori e le Forze Speciali della 10^ e 22^ Brigata e del 45° Reggimento Aviotrasportato.

Nel Distretto Militare Occidentale sarebbero operative la 76^ Divisione VDV Poskov, la 2^ Brigata Spetsnaz, la 16^ Brigata Spetsnaz, la 2^ Divisione Meccanizzata “Tamanskaya” Mosca e la 4^ Divisione Corazzata “Kantemirovskaya” Naro-Fominsk, la 106^ Divisione VDV Tula, la 27^ Brigata Fucilieri Motorizzati, e la 23^ e 18^ Brigata di Fanteria Motorizzata.  Nulla penisola della Crimea sono presenti la 810^ Brigata Morskaya Pekhota (unità di fanteria della Marina equivalente ai Marines Corps), la 31^ Brigata Paracadutisti Ulyanovsk, la 3^ Brigata Spetsnaz Kirovohrad e la 18^ Brigata Fucilieri Motorizzati proveniente dalla Cecenia.

Russia e Bielorussia stanno intensificando l’addestramento delle unità di Difesa Aerea e delle truppe d‘assalto, delle forze speciali e dei reparti aviotrasportati. Il massiccio utilizzo di reparti di élite (Spetsnaz e VDV) lascia pensare che Mosca punti a risolvere la crisi in modo rapido, penetrando al di là delle linee ucraine con un’azione volta a prendere il controllo dei punti nevralgici Paese. Tagliare in due l’Ucraina sul fiume Dnepr e creare una zona cuscinetto che dalla Crimea si estende fino ad Odessa e alla Transnistria, evitando così l’utilizzo della componente aerea e i conseguenti danni collaterali che un massiccio bombardamento porterebbe sulla popolazione civile, ipotesi che giustificherebbe l’intervento della NATO e la possibilità che il conflitto si trasformi in una guerra di posizione.

Foto: Ministero Difesa Ucraino e kgbmilitaryschool.com

Eugenio Roscini VitaliVedi tutti gli articoli

Colonnello dell'Aeronautica Militare in congedo, ha conseguito un master di specializzazione in analisi di sistema e procedure all'Istituto Superiore di Telecomunicazioni. In ambito internazionale ha prestato servizio presso il Comando Forze Terrestri Alleate del Sud Europa, la 5^ Forza Aerea Tattica Alleata e il Comando NATO di AFSOUTH. Tra il 1995 e il 2003 ha preso parte alle Operazioni NATO nei Balcani (IFOR/SFOR/KFOR). Gestisce il sito ITlogDefence.

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