Consiglieri militari americani a Baghdad

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Washington volta le spalle al premier iracheno Nouri al-Maliki negando i raids aerei contro i qaedisti chiesti ufficialmente da Baghdad ma invia consiglieri militari. Il presidente Barack Obama ha deciso di non chiedere il via libera al Congresso per autorizzare eventuali raid aerei contro i miliziani dello Stato islamico dell’Iraq e del Levante ma invierà 300 membri delle forze speciali (Berretti Verdi, Ranger e Navy Seals) che – spiegano fonti dell’Amministrazione – saranno divisi in gruppi di una decina di uomini ciascuno e saranno inizialmente dispiegati nell’area intorno alla capitale Baghdad e nel nord dell’Iraq integrati nei comandi delle forze di sicurezza irachene. Il loro compito avrà due facce: da un lato aiutare i comandi iracheni a contrastare i nemici che si avvicinano a Baghdad, dall’altro forniranno a Washinton informazioni di prima mano sulle reali (precarie)  condizioni delle forze di sicurezza irachene.

Barack Obama ha chiarito che questi militari non combatteranno pur lasciando aperta la possibilità di “azioni militari (raid aerei) selettive e mirate se la situazione sul terreno dovesse richiederlo”. Obama ha ipotizzato la formazione di “un centro d’operazioni congiunto” con gli iracheni “a Baghdad e a nord del Paese per condividere le informazioni di intelligence e coordinare i piani per affrontare la minaccia di Isis”. Per questo gli Usa, “stanno raccogliendo maggiori informazioni di intelligence per individuare potenziali obiettivi di Isis. Ma prima di effettuare un intervento armato in Iraq, benché mirato e solo dall’aria, Obama ha promesso che si “consulterà con il Congresso, i leader iracheni e quelli della regione”.

Foto: AP

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