Obama libera 5 capi talebani per il sergente Bergdahl

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Bowe Bergdahl, il sergente dell’Esercito americano rilasciato oggi in Afghanistan nell’ambito di uno scambio di prigionieri dopo essere rimasto quasi cinque anni nelle mani dei Talebani, è stato visitato presso la base Usa annessa all’aeroporto militare di Bagram, una sessantina di chilometri a nord-ovest di Kabul, e i controlli medici hanno confermato che “sta bene”: lo hanno riferito fonti riservate del Pentagono, secondo cui l’ex ostaggio “è in buone condizioni”, e attualmente è sottoposto alle cure del caso. Malgrado la lunga prigionia, fin dai primi passi in libertà il sottufficiale è stato in grado di camminare da solo. Quanto prima, hanno aggiunto le fonti, sarà trasferito in aereo al centro ospedaliero militare Usa di Landstuhl presso Kaiserslautern, Germania sud-occidentale, dove riceverà ulteriore assistenza sanitaria e potrà gradatamente “riprendersi” dalla dura prova affrontata.

Il rilascio è avvenuto in un’imprecisata area nella parte orientale del Paese, dove Bergdahl è stato consegnato alle forze speciali americane. Le fonti hanno aggiunto che, non appena è stato fatto salire a bordo di un elicottero statunitense, è apparso comunque molto emozionato e in difficoltà nel comunicare verbalmente. Allora ha afferrato un piatto di carta e vi ha scritto sopra “Sf?”, intendendo in tal modo chiedere se si trattasse appunto delle forze speciali. “Certo!”, gli hanno risposto i membri dell’equipaggio ad alta voce. “Ti siamo stati a cercare per un sacco di tempo!”. A quel punto al sergente hanno ceduto i nervi e ha finalmente potuto scaricare la tensione. Le prime voci su negoziati segreti per ottenerne la libertà erano cominciate a circolare circa tre anni. Le trattative da allora sono proseguite a corrente alternata, per ricevere infine un impulso decisivo lo scorso novembre, quando gli ex studenti coranici fecero sapere di essere disposti a riprendere a discutere di uno scambio di prigionieri.

I cinque detenuti afghani di Guantanamo liberati da Washington sono ex dirigenti del regime afghano dei talebani (1996-2001), che ne avevano chiesto il rilascio da lungo tempo. I cinque sono considerati ancora influenti all’interno dei talebani che combattono contro il governo di Kabul e i suoi alleati occidentali guidati dagli Stati Uniti che li hanno estromessi dal potere alla fine del 2001. Si tratta di: – Mullah Khairullah Khairkhwa, ex ministro degli interni, considerato piuttosto moderato. Esponente di primo piano dei talebani fin dagli esordi, nel 1994, figura assai rispettata e influente nel movimento, secondo la Rete degli Analisti dell’Afghanistan (Aan) con sede a Kabul. Fu arrestato nel 2002 dalle autorita’ pachistane che lo hanno consegnato gli americani. – Mullah Mohammad Fazl, vice ministro della difesa dell’ex regime, tra i comandanti piu’ importanti sul campo di battaglia prima dell’arresto. – Mullah Norullah Noori, comandava per il regime talebano la provincia di Balkh, nel nord.

Fu catturato nel novembre 2001. – Mullah Abdul Haq Wasiq, vice direttore dell’intelligence talebana, figura anche tra i membri fondatore del regime, e’ stato catturato alla fine del 2001. – Mullah Mohammad Nabi, figura minore nella ribellione. Aan suggerisce che potrebbe essere finito in questa lista a causa dei suoi legami con la rete Haqqani, un ramo talebano sospettato di avere tenuto in prigionia il soldato americano Bergdahl tutti questi anni.

Durante i suoi cinque anni di prigionia nei nascondigli dei talebani afghani, il soldato americano Bowe Bergdahl ha bevuto molto te’ verde, ha giocato a badminton e persino celebrato il Natale con i suoi rapitori. E’ quanto rivela un leader dei ribelli nella regione, fornendo così i dettagli sui cinque anni di prigionia del militare. Il sergente Bergdahl, l’unico soldato americano catturato dai talebani dall’inizio del conflitto nel 2001, è stato liberato in un’operazione effettuata sotto il patrocinio del Qatar, secondo quanto ha riferito Washington. Dopo la sua cattura a fine giugno del 2009, il soldato è stato detenuto in diversi rifugi lungo la frontiera afghana-pakistana, roccaforte dei talebani. Oggi un comandante pakistano della rete Haqqani, potente ramo dei talebani legati ad al Qaeda e molto influente nella regione, ha fornito il ritratto di un uomo che ha saputo adattarsi alla prigionia, interloquendo con i suoi carcerieri, senza però mai perdere la sua identità.

“Si è adattato a bere il te’ verde afghano e lo faceva tutto il giorno, preparandolo da solo”, ha raccontato il comandante al telefono da un luogo sconosciuto. Con l’andare del tempo, il soldato, oggi 28enne, ha imparato a parlare correttamente le due lingue principali dell’Afghanistan, Dari (persiano) e Pashtu (lingua della maggioranza pashtun dei quali provengono i talebani), ha aggiunto il comandante. Se i suoi rapitori hanno cercato di insegnargli i principi dell’Islam, anche fornendo libri religiosi, Bergdahl ha preferito attivitù piu’ banali. “Ha passato più tempo a giocare a badminton o ad aiutare a preparare i pasti”, ha detto il comandante. “Amava giocare a badminton e sempre con le sue guardie. Inoltre – ha aggiunto – ci teneva a festeggiare il Natale e la Pasqua e lo faceva presente ai suoi carcerieri.

”La nostra priorità è che Bowe riceva le cure necessarie e il supporto necessario e che torni a casa il primo possibile”. Lo afferma il presidente americano, Barack Obama dal Giardino delle Rose della casa Bianca, accompagnato dai genitori del sergente Bowe Bergdahl. Lo scambio ha comunque suscitato subito polemiche, con alcuni senatori che ritengono sia stato creato un precedente e che ora i terroristi hanno un maggiore incentivo a catturare cittadini americani.

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