Esercitazione REP14-Atlantic in Portogallo

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Lotta antisommergibile, contromisure mine, sicurezza marittima, studio di parametri ambientali a supporto di attività operative, ricerca e soccorso, osservanza del diritto marittimo. Grazie alla robotica migliorerà presto in tutti questi settori il modo di operare delle Marine Militari dei Paesi NATO. Nell’esercitazione REP14-Atlantic, in corso al largo delle coste portoghesi dal 7 al 28 luglio, la Marina Portoghese, il Centro NATO per la Ricerca e la Sperimentazione Marittima (CMRE) e la Facoltà di Ingegneria dell’Università di Porto (FEUP) stanno testando per la prima volta insieme la cooperazione tra veicoli subacquei, di superficie e aerei per sviluppare nuove soluzione nel campo della comunicazione subacquea e nell’utilizzo di sistemi autonomi durante le operazioni in mare.  REP14-Atlantic sta per Recognized Environmental Picture (REP) Atlantic 2014, cioè analisi dettagliata della situazione ambientale di una determinata area, ed è un’esercitazione congiunta e annovera tra i partecipanti anche il Monterey Bay Research Institute (MBARI, USA), l’Università La Sapienza di Roma, l’Università norvegese di Scienza e Tecnologia, il  Reale Institute of Technology (UK), la Defence Research and Testing Agency tedesca e le aziende EvoLogics (Germania) e Oceanscan (Portogallo).

L’esercitazione è caratterizzata da una vasta componente scientifica che include sperimentazioni con veicoli autonomi sottomarini (AUVs), di superficie (ASVs) e aerei (UAVs), equipaggiati con diversi tipi di sensori ed apparecchiature, oltre alla presenza di unità come la NRP (“Navio da Republica Portuguesa” ossia Nave della Marina Portoghese) Pégaso, NRP Auriga, il sottomarino NRP Arpão e la nave oceanografica NATO (NRV) Alliance operata dal CMRE.

In REP14-Atlantic, la Marina Portoghese sta testando in ambito operativo il veicolo autonomo SeaCon, in combinazione con un sottomarino della classe Tridente. Le sperimentazioni vengono effettuate in contesti realistici, che simulano reali operazioni di sicurezza marittima, contromisure mine, spedizioni oceanografiche, ricerca e soccorso. Per esempio veicoli autonomi verranno testati nella mappatura dei fondali portuali.
Il CMRE, invece, sta concentrando le proprie ricerche, con la nave Alliance, in due ambiti: la lotta antisommergibile con veicoli autonomi (ASW), nella prima parte (appena conclusa) dell’esercitazione, e le comunicazioni subacquee (ACOMMS), nella seconda parte. Le performance delle reti di veicoli autonomi nella localizzazione di oggetti e in navigazione è al centro del lavoro di ricerca insieme alla comunicazione acustica sottomarina tra veicoli autonomi in cui AUV quali i Wave Glider sono utilizzati come porte di comunicazione per il network. Di particolare interesse in tale ambito è la nuova sperimentazione di JANUS, un protocollo per le comunicazioni digitali sottomarine, sviluppato dal CMRE, destinato a diventare standard NATO e attualmente promosso anche a livello industriale.

FEUP infine si sta occupando della valutazione, test e dimostrazione di tecnologie per operazioni di lunga durata con veicoli autonomi, sott’acqua, sulla superficie o in aria, con attenzione a tutte le applicazioni sperimentate in REP14-Atlantic. In dettaglio la campagna scientifica FEUP si divide in numerose parti: innanzitutto vengono testate reti di comunicazione tra veicoli in grado di resistere ai disturbi, poi il supporto e l’operatività dei veicoli sottomarini ventiquattr’ore su ventiquattro. Grazie a capacità uniche di elaborazione dati a bordo, inoltre, gli AUV riescono a operare a livelli altissimi di autonomia, prendere decisioni e coordinarsi con gli UAV, portando a termine missioni come la localizzazione e il tracciamento di oggetti in movimento.  Dal sottomarino NRP Arpão, durante l’esercitazione sono stati e verranno ancora lanciati e recuperati a livello sperimentale AUV, un primo passo verso l’automazione anche di questa fase delle operazioni in mare.

L’esercitazione REP14-Atlantic è stata presentata il 16 luglio a Setubal, in Portogallo, alla presenza del Ministro della Difesa Portoghese.  Il Dipartimento di Ricerca, Sviluppo e Innovazione (RD & I) della Marina Portoghese promuove la collaborazione con aziende, università e centri di ricerca per sviluppo di soluzioni tecniche e industriali che possano essere di supporto alla missione della Marina stessa.

Ex NATO Undersea Research Centre (NURC), il CMRE (Centre for Maritime Research and Experimentation) è parte della Science and Technology Organization della NATO. Localizzato alla Spezia, si occupa di ricerca scientifica, innovazione e tecnologia, in settori come la difesa delle installazioni e delle forze marittime da terrorismo e pirateria, la costruzione di reti sicure, lo sviluppo delle componenti marittime di supporto alle operazioni e di quadri operazionali integrati, i sistemi di contromisure mine, la protezione non letale dei porti, la lotta antisommergibile, modellazione e simulazione, e la mitigazione dei rischi per i mammiferi marini.

L’Università di Porto partecipa a questa esercitazione con il Laboratório de Sistemas e Tecnologias Subaquáticas (LSTS), della Facoltà di Ingegneria. Il Laboratorio si occupa dello sviluppo di veicoli autonomi sottomarini, di superficie e aerei, e di reti di veicoli, con applicazioni che spaziano dall’oceanografia, alla biologia, dalla difesa allo studio dei parametri ambientali. LSTS ha condotto negli anni sperimentazioni innovative e di successo con tali veicoli, nell’Oceano Atlantico, in Pacifico e nel Mediterraneo. Collabora dal 2010 con la Marina Portoghese nelle esercitazioni della serie REP.

Fonte: comunicato CMRE

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