Humint…questa sconosciuta

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HUMINT, da HUMan INTelligence – ricerca informativa condotta tramite fonti umane, distinta da quella introdotta dall’evoluzione tecnologica – è la “costola” dalla quale è stata generata l’Intelligence. Con il racconto di alcuni episodi sono delineate le vicende dell’Intelligence attraverso i secoli, dagli antichi egizi ai giorni nostri, sottolineando come la Humint costituisca la Funzione Informativa più antica che esista. Nella seconda parte del volume vengono approfonditi gli aspetti riguardanti la figura e il ruolo dell'”Agente segreto”, la cui professionalità si deve basare sul rispetto delle regole ed elevati requisiti morali. La Humint ha come obiettivo quello di creare una rete di contatti volta ad assicurare un flusso di informazioni, al fine di controllare e neutralizzare le iniziative avversarie per mezzo di un sistema difensivo di “counter-intelligence” (controspionaggio). Agisce, in sintesi, a favore della Sicurezza Nazionale e, a tal proposito, il fattore informativo umano costituisce la conditio sine qua non del successo. Senza la Humint è difficile, se non impossibile, conseguire vantaggi sugli avversari, come l’esperienza insegna.

Un libro scritto con acume e competenza ma anche “col cuore” da due autori che hanno vissuto sul campo, anzi sui campi più pericolosi e complessi degli ultimi decenni, l’evoluzione dell’intelligence. Un libro utile a chi vuole studiare la materia (oggi sempre più popolare) ma anche a chi è interessato a conoscere come lavorano i “veri” 007.

Prefazione
La Humint, da Human Intelligence, consiste ancora oggi nella ricerca di informazioni riservate in campo politico, militare ed economico atte a fornire ai poteri governativi di un paese utili elementi conoscitivi sulle capacità operative e sugli intenti degli avversari o competitor, onde poter predisporre strumenti e azioni finalizzate alla sicurezza politica ed economica del proprio Paese. Questa attività, che si avvale di strumenti raffinati ad alta tecnologia, non può tuttavia prescindere dal lavoro abile, silenzioso e altamente qualificato, sia sul piano professionale che morale, degli agenti operativi.
L’arte di conoscere le intenzioni dell’avversario è connaturata al carattere dell’uomo e l’uso da parte dei governanti, ovvero dei capi militari, di ricorrere all’opera di informatori ha origini molto antiche. L’attività di intelligence, strumentale a queste esigenze, accompagna ininterrottamente la storia dell’umanità, diventando sempre più sistematica e complessa e, allo stesso tempo, più raffinata e affidabile.

In questo secondo lavoro di Claudio Masci e Luciano Piacentini, che ben si ricollega al precedente saggio “L’intelligence tra conflitti e mediazione”, gli Autori ripercorrono, peraltro con una godibilissima “cavalcata” storica, i momenti salienti in cui la presenza di attività di intelligence ha influito sullo svolgimento di importanti eventi storici, insegnandoci come la  ricerca di informazioni sia stata, in tutte le epoche, essenziale per il mantenimento del potere e determinante nelle imprese belliche.
Già agli albori della civiltà si scopre che l’esito di un’operazione militare, la sicurezza di un sovrano, la strategia di difesa di un esercito o di un popolo, il successo di una conquista territoriale sono dovuti in parte, come ci dimostrano gli autori, ad accurate ed abili operazioni di informazione/disinformazione svolte nel territorio nemico a sua insaputa. Allora, come oggi, sapere in anticipo di

quante forze dispone il nemico, quali sono le sue intenzioni o le sue difese ha contribuito a cambiare il corso della storia.
Tracce di questa attività  di “intelligence” possono ritrovarsi assai lontano nel tempo. Perfino nei miti greci c’è testimonianza dei doni che può portare la conoscenza di ciò che si può ottenere in base alle informazioni raccolte con ingegnosità e astuzia. Tra questi, vi è Prometeo, “il preveggente”, che al pari di un primordiale agente segreto, audace e solo, carpisce con inganno agli dei le conoscenze segrete da regalare agli uomini. Ulteriori testimonianze di attività informative si ritrovano nella Bibbia e nei testi greci: l’Iliade è ricca di episodi di tale natura.

Di fatto, tutte le civiltà e gli imperi del passato si sono dotati di operatori o di organismi informativi, inizialmente necessitati da eventi bellici, ma ben presto strutturati stabilmente. Con il racconto di una serie di episodi di straordinario interesse, in questo saggio sono delineate le vicende dell’intelligence attraverso i secoli, dagli antichi egizi ai nostri giorni, fino ad arrivare agli attuali scenari dove il ruolo della Humint si è evoluto per rispondere agli  attuali contesti conflittuali in campo politico, economico  e culturale che hanno raggiunto ormai una dimensione planetaria.

Nella seconda parte del volume, gli Autori approfondiscono gli aspetti professionali che più da vicino riguardano la figura, il ruolo e le caratteristiche dell’agente operativo, “l’agente segreto” nonché il suo adattamento alle varie situazioni conflittuali sia interne che internazionali, quest’ultime oggi sempre più complesse e impegnative.

Nell’analisi delle qualità necessarie per svolgere l’attività di Humint, cioè di intelligence moderna, sempre più efficace e sofisticata come i tempi odierni richiedono, gli Autori, Masci e Piacentini, riversano tutta la loro esperienza e la dedizione di una vita passata nei servizi informativi in attività ad alto livello sia di analisi che operative. L’Agente segreto, ammoniscono, ben lungi da quelli immaginati dal cinema o descritti da una cattiva letteratura, deve possedere elevati requisiti morali e professionali, una solida base etica da cui discende la lealtà dell’informatore e la ferma determinazione ad agire secondo le regole e comunque sempre nell’ambito delle leggi, anche nelle azioni sotto copertura. Perseveranza e umiltà, autodisciplina e spirito di sacrificio sono valori altrettanto necessari quanto le abilità professionali, la conoscenza degli strumenti tecnologici e informatici sempre più avanzati che gli attuali conflitti mondiali non solo militari, ma anche sociali, economici, cognitivi e industriali richiedono.
Si tratta di un libro che unisce il piacere della lettura e del racconto storico ad una analisi approfondita sul ruolo e i requisiti degli operatori dei servizi informativi, utile strumento di studio da tenere come guida per la formazione e il reclutamento del personale.

Prof. Maria Luisa Bassi
LUSPIO – Roma

Humint… Questa sconosciuta
(Funzione Intelligence evergreen)
di Claudio Masci, Luciano Piacentini
Editore Rubbettino
Collana    Varia Anno    2014
ISBN    9788849841206
Pagine    290
Prezzo Euro 19

Luciano Piacentini
Brevettato incursore, è stato Comandante di Unità Incursori nel grado di Tenente e Capitano. Assegnato allo Stato Maggiore dell’Esercito, ha in seguito comandato il 9. Battaglione d’Assalto Paracadutisti “Col Moschin” e successivamente ricoperto l’incarico di Capo di Stato Maggiore della Brigata Paracadutisti “Folgore”. Ha prestato la sua opera negli Organismi di Informazione e Sicurezza con incarichi in diverse aree del continente asiatico.
Laureato in scienze politiche. Tra i suoi contributi L’intelligence tra conflitti e mediazione , Caucci Editore, Bari 2010 e The future of intelligence, 15 aprile 20122, Longitude, rivista mensile del MAE

Claudio Masci
Ufficiale dei Carabinieri proveniente dall’Accademia Militare di Modena, dopo aver assunto il comando di una compagnia territoriale  – impegnata prevalentemente nel contrasto al crimine organizzato,  è transitato negli organismi di informazione e sicurezza nazionali. Laureato in scienze politiche. Tra i suoi contributi L’intelligence tra conflitti e mediazione , Caucci Editore, Bari 2010 e The future of intelligence, 15 aprile 20122, Longitude, rivista mensile del MAE

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