L’esercito iracheno alle porte di Tikrit

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Aggiornato alle ore 20

Secondo la televisione Al Arabiya la città di Tikrit sarebbe stata espugnata dalle forze dell’esercito iracheno che sarebbero entrate nel centro della città. “Dopo una pesante offensiva iniziata alle prime ore di questa mattina – scrive Al Arabiya, citando fonti irachene – l’esercito iracheno ha esteso il proprio controllo sulla città di Tikrit, capoluogo della provincia Salhuddin”. Secondo queste fonti, “lo sfondamento” delle linee dei jihadisti è avvenuto inizialmente da sud, “nel villaggio di al Auja” (la cittadina che ha dato i natali dell’ex presidente Saddam Hussein, ndr) ed è proseguito poi nella zona di al-Dium (ovest della città) e nella zona di Shajarat al Dur (sud-ovest). Tikrit è dall’11 giugno scorso nelle mani delle milizie jihadiste dello Stato Islamico. Fonti della polizia nella provincia di Salahuddin hanno annunciato ieri  che nell’offensiva l’esercito governativo è appoggiato da milizie di volontari sciiti.

L’attacco sarebbe partito su tre direttrici con la copertura dell’aviazione militare di Baghdad, precisa la televisione panaraba. Secondo quanto riferito da un ufficiale dell’esercito e da un poliziotto iracheno, “le forze armate stanno dirigendosi velocemente verso il centro della città” anche se sono ostacolati da mine seminate lungo la loro strada. A ritardare l’avanzata dei soldati, ci sarebbero anche dei cecchini sui tetti. Nella città, abitata soprattutto da sunnitiche appoggiano i miliziani islamisti e i baathisti,la resistenza è accanita e in serata è emerso che le forze governatiuve sono state costrette a ritirarsi fino ai sobborghi della periferia.
I governativi iracheni lamentano di non poter disporre  del sostegno aereo americano concesso invece alle milizie curde che nei giorni scorsi hanno riconquistato diverse località nel nord, tra cui la strategica diga di Mosul. In attesa che il premier incaricato Haidar al Abadi riesca a formare un governo di unità nazionale anche con la minoranza sunnita, alcuni esponenti politici iracheni hanno criticato Washington per essersi impegnata in operazioni umanitarie o raid aerei solo nel nord del Paese.

Abbas al Bayati, portavoce della coalizione sciita dello Stato del Diritto, ha chiesto in particolare agli Usa di intervenire per portare aiuto anche a migliaia di civili sciiti della minoranza etnica dei Turcomanni bloccati nella città di Omerly, ad est di Tikrit, sottoposta ad un assedio dei jihadisti da due mesi. E’ necessario “evitare ogni discriminazione tra sciiti, cristiani e Yazidi”, ha affermato Al Bayati, riferendosi al pronto intervento degli Usa in difesa degli Yazidi bloccati sulle montagne intorno a Sinjar. Fonti dell’esercito iracheno, comunque, hanno fatto sapere di avere portato oggi con gli elicotteri 55 tonnellate di cibo e acqua potabile agli abitanti di Omerly. Le forze di Baghdad sono prive della copertura aerea americana anche nella provincia occidentale di Al Anbar, dove cercano di respingere i miliziani dell’Isis che si sono impadroniti di vasti territori e della città di Falluja all’inizio di quest’anno. Secondo il ministero della Difesa, cinque raid compiuti da elicotteri iracheni hanno ucciso 21 jihadisti e distrutto otto loro veicoli intorno alle città di Barwana e Haditha.

(Con fonti Ansa e TMNews)

Foto: Stato Islamico, Reuters

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