L’Iraq riceve gli elicotteri MI-28N da Mosca

9eaaabdf41b7589cd9d015035bda2221

In attesa dei cacciabombardieri F-16 e degli elicotteri da attacco AH-64 Apache ordinati negli Stati Uniti in Iraq sono arrivati i primi modernissimi elicotteri d’attacco russi Mil Mi-28 Havoc che le forze armate irachene intendono usare contro i jiahdisti sunniti dello ‘Stato Islamico (Is). Lo ha reso noto il ministero della Difesa senza specificare il quantitativo esatto ma in un video sul sito web del dicastero si vede un hangar con diversi Mi-28NE con mimetizzazione per le operazioni nel deserto. Nell’ottobre del 2012 Iraq e Russia avevano firmato un mega accordo per la fornitura di armi per una valore compreso tra 4,2 e i 5 miliardi di dollari ed il pezzo più pregiato è rappresentato da 30 elicotteri Mi-28NE (Night Hunter) . Baghdad ha già acquistato da Mosca 40 elicotteri d’attacco Mi-35 (versione ammodernata dei Mi-24) e aerei da attacco al suolo Sukhoi Su-25.

Sul campo di battaglia l’esercito iracheno, appoggiato da migliaia di membri delle milizie sciite, ha lanciato oggi un’offensiva per rompere l’assedio dello Stato islamico (Isis) alla città di Amerli, nel nord dell’Iraq, dove circa 12.000 membri della minoranza sciita turcomanna sono asserragliati da circa due mesi. Le milizie curde Peshmerga si starebbero intanto avvicinando alla liberazione della città di Zammar, 60 chilometri a ovest di Mosul, finita sotto il controllo dello Stato islamico all’inizio di agosto. Lo fanno sapere fonti politiche curde nella provincia di Ninive, secondo cui le forze Peshmerga sarebbero riuscite nelle ultime ore a porre sotto il proprio controllo 18 villaggi dell’area e starebbero per compiere un’offensiva decisiva sulla città. Brutte notizie invece per le centinaia di giovani donne della minoranza yazida catturate dai miliziani dell’Is, costrette a convertirsi all’Islam e poi “distribuite” ai combattenti. La denuncia arriva dagli attivisti dell’Osservatorio siriano per i diritti umani, secondo i quali l’Is “ha distribuito ai suoi combattenti trecento ragazze e donne della comunità yazida”, rapite nelle precedenti settimane in Iraq.

L’ong conta almeno 27 casi accertati di donne yazide “vendute” come mogli a membri dello Stato Islamico nelle province siriane di Aleppo, Raqqa e Hasakah. “Ogni donna – secondo l’ong – è stata venduta per mille dollari, dopo essere stata costretta a convertirsi all’Islam”. Ma il resoconto di Pakhshan Zangana, funzionaria del governo regionale del Kurdistan iracheno, è ancora più drammatico. A ‘The Daily Beast’ ha raccontato che, una volta fatte prigioniere, le donne yazide hanno due possibilità: convertirsi all’Islam ed essere vendute per cifre irrisorie, tra i 25 e i 150 dollari, o rifiutarsi e subire stupri e violenze, fino a una lenta morte. Zangana ha riportato le testimonianze di alcune ragazze, tra le quali anche 14enni, che hanno subito stupri da decine di uomini. Alcuni testimoni hanno raccontato all’Osservatorio che in molti casi alcuni civili siriani hanno provato a comprare le ragazze con l’intento di liberarle, ma le giovani vengono concesse solo a militanti dello Stati islamico

Foto: Russian Helicopters

Login

Benvenuto! Accedi al tuo account

Ricordami Hai perso la password?

Lost Password