Marò: la vaga impressione che l'India ci prenda per il c….

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Dal governo alla Corte Suprema: le istituzioni indiane continuano da oltre due anni e mezzo a farsi beffe dell’Italia e dei suoi (tre) governi di improvvisati e dilettanti allo sbaraglio.  Da Monti a Letta a Renzi la musica non cambia e neppure la nostra posizione nei confronti di Nuova Delhi, sempre e comunque prona.

Oggi la Corte Suprema indiana ha fissato per lunedì 4 agosto un’udienza sul ricorso italiano riguardante la vicenda dei Fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone coinvolti nell’incidente del 15 febbraio 2012 in cui morirono al largo delle coste del Kerala due pescatori indiani. Nel portale Internet della Corte si rileva che del caso si occuperà un tribunale composto dal presidente della Corte, R.M. Lodha, e dai giudici Kurian Joseph e Rohinton Fali Nariman. Il ricorso italiano ha ottenuto lo scorso marzo la sospensione del procedimento avviato dalla polizia antiterrorismo Nia presso un giudice speciale e l’eliminazione della legge antiterrorismo Sua fra i capi di imputazione sollevabili nei confronti dei marò. Da quando la vicenda è’ stata trasferita dal Kerala a New Delhi per ordine della Corte Suprema, Latorre e Girone continuano ad essere in libertà provvisoria dietro cauzione e risiedono nell’ambasciata d’Italia.

Ieri il tribunale speciale indiano che deve giudicare i due marò ha rinviato al 14 ottobre la prossima udienza. Il giudice Bharat Parashar della Corte di New Delhi non si è presentato e dunque l’udienza è stata rinviata. Massimiliano Latorre e Salvatore Girone non erano presenti in aula. Nel corso dell’ultima udienza, il giudice aveva già preso atto che la Corte Suprema ha sospeso il processo avendo dichiarato ammissibili il ricorso della difesa per sottrarre il caso alla Nia, la polizia antiterrorismo. Attualmente il massimo organo giudiziario indiano è ancora in attesa delle controdeduzioni di governo indiano e Nia sul ricorso della difesa. Il governo italiano non riconosce più la giurisdizione indiana nel caso e ha chiesto un arbitrato internazionale, opzione circa la quale Roma ha chiesto già tre volte a Nuova Delhi un confronto senza ottenere neppure una risposta.

“Il rinvio dell’udienza sul caso dei Maro’ trattenuti in India va valutato con attenzione. Da un lato esso offre ulteriore spazio e tempo per rafforzare un’iniziativa diplomatica risoluta tesa a riportarli in Italia, dall’altro il troppo tempo trascorso è motivo di particolare preoccupazione” ha scritto ieri in una nota Nicola Latorre, presidente della commissione Difesa del Senato.

“In ogni caso, il rinvio al 14 ottobre è la conferma che le autorità indiane sono in difficoltà nel contrastare la nostra tesi secondo la quale l’unica giurisdizione possibile e competente sia quella italiana. Utilizziamo dunque questi giorni che ci separano dalla nuova udienza di ottobre per rafforzare l’iniziativa diplomatica del nostro Paese.”

Con tutto il rispetto per il senatore Latorre l’impressione è che l’India continui a prenderci per il c… come fa impunemente ormai da 900 giorni. Da cittadini sarebbe lecito aspettarsi che  parlamento e governo varassero misure concrete sia per riportare a casa con qualunque mezzo  i due Fucilieri sia per attuare iniziative contro l’India e gli affari degli indiani in Italia. Applichiamo sanzioni a  Mosca, che non ha colpito né gli interessi né i cittadini italiani, e non attuiamo nessuna ritorsione contro Nuova Delhi che detiene illegalmente e senza neppure un capo d’accusa due nostri militari dal febbraio 2012?

Foto: Tg com 24 e lanciacomics

Gianandrea GaianiVedi tutti gli articoli

Nato a Bologna, dove si è laureato in Storia Contemporanea, dal 1988 ha collaborato con numerose testate occupandosi di analisi storico-strategiche, studio dei conflitti e reportages dai teatri di guerra. Dal febbraio 2000 dirige Analisi Difesa. Collabora con i quotidiani Il Sole 24 Ore, Il Foglio, Libero, Il Mattino e Il Corriere del Ticino, con i settimanali Panorama e Oggi e con i periodici Limes, Gnosis e Focus Storia. E' opinionista delle reti tv RAI, RSI, Mediaset, Sky, La7 e radiofoniche Rai, Capital e Radio24. Ha scritto Iraq Afghanistan - Guerre di pace italiane.

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