Iran: operativo il missile balistico antinave Khalij Fars

Khalij-Fars

Cambiano gli equilibri nel Golfo Persico: l’Iran sta consegnando ai reparti della Marina il nuovo missile balistico anti-nave (AShBM) Khalij Fars. La notizia, diramata dal Dipartimento della Difesa USA nel report annuale sottoposto all’attenzione del Congresso, conferma la crescente attenzione che Teheran riserva nei confronti dei sistemi d’arma asimmetrici, incluse le più sofisticate e avanzate versioni di mine navali, i sottomarini di piccole dimensioni, i pattugliatori veloci, le batterie missilistiche costiere e i missili balistici anti-nave. Versione modificata del Fateh-110, missile tattico superficie-superficie prodotto dall’Iran Aviation Industries Organization (IAIO), il Klhalij Fars adotta un sistema elettro-ottico a infrarossi che viene utilizzato nella fase finale del lancio per di ricerca dell’obiettivo. Secondo i dati forniti dai media iraniani, il missile ha le stesse caratteristiche tecniche del Fateh-100 di ultima generazione: raggio d’azione di 300 km e testata da 650 kg armata con esplosivi ad alto coefficiente distruttivo (HE).

Secondo il direttore dell’Agenzia Missilistica della Difesa USA, Ammiraglio James Syring, l’Iran è ora in grado di minacciare le unità statunitensi lungo tutto il Golfo Persico, fino allo Stretto di Hormuz; a differenza dei missili antinave convenzionali, il Khalij Fars ha infatti una velocità di crociera estremamente elevata (Mach 3) e una traiettoria in volo che lo rendono difficilmente intercettabile. Il Khalij Fars è stato portato all’attenzione dell’opinione pubblica nel febbraio 2011, durante un test di lancio contro una nave che stazionava a largo del Golfo Persico; nel luglio 2012 l’agenzia di stampa FARS ha quindi rilanciato le immagini televisive di un secondo test nel quale veniva colpito un cargo in movimento. Riguardo al programma iraniano AShBM gli analisti USA rimango comunque scettici: in un documento pubblicato il 14 agosto scorso dal Center for Strategic and International Studies (CSIS), gli esperti affermano che per ora il Khalij Fars ha solo capacità operative marginali e non sarebbe comunque in grado di acquisire e seguire obiettivi navali oltre l’orizzonte visivo (100 km). Al CSIS sono certi che l’Iran dovesse raggiungere un tale livello di tecnologia, verrebbero stravolti tutti gli equilibri militari della regione.

Eugenio Roscini VitaliVedi tutti gli articoli

Colonnello dell'Aeronautica Militare in congedo, ha conseguito un master di specializzazione in analisi di sistema e procedure all'Istituto Superiore di Telecomunicazioni. In ambito internazionale ha prestato servizio presso il Comando Forze Terrestri Alleate del Sud Europa, la 5^ Forza Aerea Tattica Alleata e il Comando NATO di AFSOUTH. Tra il 1995 e il 2003 ha preso parte alle Operazioni NATO nei Balcani (IFOR/SFOR/KFOR). Gestisce il sito ITlogDefence.

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