L’esercito libico riprende Bengasi

benghazi-shura-councilREUTERS1

Bengasi è quasi totalmente libera dalle milizie armate e dai gruppi jihadisti. Dopo aver preso il controllo della più grande roccaforte dei miliziani islamisti, il campo “17 febbraio”, fonti militari hanno annunciato che le forze governative guidate dal generale Khalifa Haftar, hanno liberato il 90% della città, da mesi teatro di violenti combattimenti contro le fazione jihadiste. Gruppi armati e miliziani di Ansar al Sharia – spiegano le fonti all’ANSA – si trovano ancora in una zona a est della città e in un’area vicina all’aeroporto di Benina, strappato nei giorni scorsi al controllo dei jihadisti. Gli elicotteri però, assicurano le fonti, hanno continuato a bombardare le basi dei jihadisti di Ansar al Sharia a est di Bengasi mentre la polizia è stata dispiegata per la prima volta nelle zone liberate della città, sotto il comando di Mohamed el Hegazi, portavoce delle forze di Haftar.

Sul web circolano foto e video della base “liberata”, di cui è però difficile confermare l’autenticità. In uno dei filmati si vede il campo “17 febbraio” – dal nome della data di inizio della rivolta anti-Gheddafi di cui Bengasi fu la culla – semidistrutto, con la bandiera nera dei jihadisti sul cancello di ingresso. L’autore del video racconta che molti miliziani sono stati uccisi e commenta “Allah è grande”. Altre persone in divisa militare attorno a lui inneggiano alla vittoria, mentre si vedono le bandiere libiche sventolare sui loro veicoli.

Il 15 ottobre l’ex generale di Gheddafi – che da maggio ha avviato la sua operazione per liberare l’est della Libia dai jihadisti, prima accusato di ‘golpe’, poi ‘integrato’ dal fragile esercito regolare con il sostegno del parlamento eletto – aveva sferrato l’offensiva considerata “decisiva”. L’offensiva vittoriosa a Bengasi ha preso il via dopo l’arrivo a Tobruk di una nave egiziana carica di armi e munizioni fornite dal governo del Cairo che appoggia il governo di al-Thinni.

Incerto il bilancio delle vittime degli ultimi scontri, la situazione resta confusa e pericolosa. Sui social network c’è infatti chi mette in guardia dal cantare vittoria, le violenze non sono finite. I gruppi jihadisti vicini all’Isis controllano anche Derna, città a est di Bengasi tradizionalmente più radicale, dove è stato istituito un Califfato islamico.

Il governo provvisorio di Abdullah al Thani ha invitato i giovani a unirsi all’esercito regolare per sconfiggere le milizie filo-islamiche che hanno istituito un loro parlamento aq Tripoli costringendo la Camera dei rappresentanti regolarmente eletta a giugno a insediarsi a Tobruk, in Cirenaica.

Secondo quanto ha reso noto il portavoce dell’operazione “Karama”, guidata dal generale Khalifa Haftar, il colonnello Ahmed al-Mismari, combattenti stranieri provenienti sia da paesi arabi che di altre zone del mondo sono impegnati in questi giorni a combattere contro le forze dell’esercito libico a Bengasi. “Ci sono campi di addestramento a Sirte dove vengono addestrati miliziani stranieri a combattere contro di noi.

Arrivano clandestinamente in Libia tramite il Mar Mediterraneo o tramite i confini di terra che sono aperti” ha detto al-Misnari. Secondo il colonnello “a Bengasi ci sono anche quelli dello Stato islamico che accolgono stranieri, tra loro ci sono persone che non parlano l’arabo”.

Foto: Reuters, AP, AFP

Login

Benvenuto! Accedi al tuo account

Ricordami Hai perso la password?

Lost Password