Al-Baghdadi forse è ferito ma l'offensiva aerea è un flop

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Abu Bakr al-Baghdadi è illeso o forse morto, probabilmente solo ferito. A colpirlo sono stati i jet statunitensi mentre viaggiava in convoglio a Mosul, anzi no i Sukhoi 25 iracheni mentre riuniva i suoi luogotenenti a Qaim. Che il Califfo sia uscito morto, ferito o incolume dalle non ben chiarite operazioni scatenate sabato scorso contro di lui e il suo stato maggiore (40 suoi stretti collaboratori sono stati uccisi secondo Baghdad) dalla Coalizione l’episodio rappresenta uno dei pochi elementi di rilievo della campagna militare contro lo Stato Islamico. Un’offensiva che è tale solo nel cielo (perché sul terreno i jihadisti sono ancora ovunque all’offensiva e vengono solo “contenuti” da curdi e truppe siriane e irachene) mentre i jet statunitensi e di una decina di altre Nazioni europee e arabe hanno effettuato in tre mesi appena  800 incursioni aeree. In proporzione alle forze messe in campo hanno fatto di più i velivoli iracheni dotati quasi sempre di armi non guidate e impiegati senza dubbio con meno scrupoli per gli eventuali dani collaterali.

Secondo i dati forniti dal Comando Centrale statunitense (Centcom) la scarsa intelligence, le frequenti tempeste di sabbia e il ritardo delle forze militari irachene e curde nel dare inizio all’offensiva terrestre, stanno limitando l’efficacia dei raid aerei.

Solo il 25% dei cacciabombardieri decollati trova le condizioni o i bersagli per sganciare bombe e missili e in ogni caso il numero dei jet da combattimento è così limitato che vengono effettuate in media non più di 5 missioni d’attacco al giorno sul territorio nemico in Iraq e Siria contro le 85 effettuate tra mille difficoltà logistiche sull’Afghanistan dei talebani alla fine del 2001, le 800 scatenate sull’Iraq di Saddam Hussein nel 2003 e le 50 effettuate sulla Libia di Gheddafi nel 2011.

Il problema principale sembra essere la definizione degli obiettivi cosiddetti “di opportunità” (posti di blocco, postazioni d’artiglieria, veicoli militari e convogli) che vengono individuati all’ultimo momento.

Per colpirli occorrerebbe mantenere molti aerei costantemente in volo che in questa campagna non sono però disponibili in  numero sufficiente. Altri bersagli come basi e rifugi non vengono quasi mai presi di mira o perché mancano le informazioni per individuarli o perché sono situati all’interno di centri abitati e il rischio di colpire i civili è molto alto. Ieri la RAF britannica ha reso noto che è stato effettuato il primo attacco con i droni Reaper (foto a sinistra)  ma nel complesso la forza aerea della Coalizione resta numericamente insufficiente e dispone di limitate informazioni d’intelligence.

Barack Obama ha parlato alla CBS di una “nuova fase” che porterà a 3mila unità i soldati e i consiglieri militari americani in Iraq aggiungendo che  “ora siamo nella posizione di iniziare l’offensiva. I raid sono stati molto efficaci nel degradare le capacità dell’IS e rallentare la loro avanzata. Ora abbiamo bisogno di forze di terra irachene che possano iniziare a respingerli”.

Per il generale Ray Odierno (nella foto a sinistra), Capo di stato maggiore dell’Us Army ed ex comandante delle operazioni in Iraq “i raid aerei servono per prendere tempo ma non risolveranno da soli il problema. Per questo, serviranno soldati sul terreno” ha spiegato sottolineando la priorità di addestrare forze locali. “Se non funzionerà saremo costretti a rivalutare la situazione e dovremo decidere se non vale la pena mettere altre forze sul campo, incluse forze americane” ha ammesso Odierno.

In questo contesto non proprio entusiasmante il ferimento di al-Baghdadi rappresenta un successo simbolico importante anche per rincuorare gli alleati curdi e iracheni che sul terreno subiscono le offensive dei jihadisti come le subiscono ancora gli yazidi attualmente circondati sul Monte Sinjar. Almeno 7 mila civili con 3 mila combattenti delle milizie di autodifesa armate dai curdi sono asserragliati sulla montagna con poco cibo, acqua e munizioni. Per soccorrerli ci vorrebbe un’offensiva terrestre che nessuno è in grado di scatenare.

Foto US DoiD, UK MoD

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