Datagate: nessuna limitazione per l'NSA

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Duro smacco per il presidente Barack Obama con la bocciatura il 18 novembre al Senato della riforma della National Security Agency (Nsa), l’agenzia di intelligence preposta alle intercettazioni.
La misura denominata Usa Freedom Act, volta a porre fine allo spionaggio indiscriminato delle telefonate degli americani, non è passata per due soli voti al Senato ancora a maggioranza democratica, avendo ottenuto 58 consensi contro i 60 necessari per l’approvazione.

Decisivo è stato il voto negativo del senatore democratico della Florida, Bil Nelson, alla riforma decisa dall’Amministrazione Obama dopo lo scandalo internazionale innescato dalle rivelazioni dell’ex tecnico informatico Edward Snowden. A favore si sono schierati invece quattro repubblicani, compreso l’ultraconservatore texano Ted Cruz.

Sul voto ha pesato la preoccupazione per le maggiori difficoltà di raccogliere informazioni d’intelligence in una fase in cui gli Usa sono impegnati a combattere l’Isis in Siria e Iraq. – In base al testo, società come Verizon o At&A non sarebbero più state tenute a consegnare idati delle telefonate alla NSA a meno di un ordine speciale da parte della Foreign Intelligence Survelliance Curt.

Sarebbe inoltre stata incrementata la privacy e sarebbe stato maggiormente circoscritto il concetto di “target di sorveglianza”.

La questione tornerà a porsi il prossimo anno quando si insedierà il nuovo Congresso a maggioranza repubblicana in entrambe le Camere, perché a giugno decadranno gli speciali poteri fissati dal Patriot Act, la legge anti-terrorismo approvata dopo gli attentati alle Torri Gemelle.

All’inizio dell’anno Obama aveva Manifestato l’intenzione di riformare la NSA annunciando maggiore trasparenza per riguadagnare la fiducia degli americani e dei partner internazionali sulle pratiche delle agenzie di Intelligence.

(con fonte AGI)

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