Ashton Carter alla guida del Pentagono

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Come previsto Barack Obama ha ufficialmente scelto il suo quarto segretario alla Difesa in sei anni: è Ashton Carter, un veterano del Pentagono, che dovrebbe poter ottenere senza troppi problemi la conferma da parte del Senato ormai a maggioranza repubblicana. “Ash è giustamente considerato uno dei nostri migliori leader della sicurezza nazionale”, ha detto il presidente annunciando la sua scelta, già largamente preannunciata nei giorni scorsi, con una breve cerimonia nella Roosevelt Room della Casa Bianca. Carter “è un patriota e un leader, e io sostengo con forza la sua nomina”, ha affermato dal canto suo in un comunicato il segretario alla Difesa uscente, Chuck Hagel, che però, fatto inconsueto, non era presente alla cerimonia (forse per polemica per il suo defenestramento) e che si è recato in quelle stesse ore in Afghanistan per l’ultimo saluto alle truppe (foto sotto).

Sessanta anni, vice di due suoi predecessori nell’era Obama – Robert Gates e Leon Panetta – Carter non sembra essere stata comunque la prima scelta del presidente.

Secondo varie fonti, in cima alla lista di Obama c’era Michele Flournoy, a sua volta ex sottosegretario che sarebbe stata la prima donna alla testa del Pentagono, e poi i senatori Jack Reed e Carl Levin ,e anche l’attuale segretario alla sicurezza interna, Jeh Johnson. Tuttavia, più o meno pubblicamente, hanno tutti fatto sapere nei giorni scorsi di non essere interessati alla poltrona e quindi é toccato a Carter: un esperto, ma non certo carismatico.

Si tratta d’un incarico considerato del resto particolarmente scomodo, ora, per la tendenza della Casa Bianca e della cerchia più ristretta dei consiglieri del presidente d’interferire negli affari del Dipartimento della Difesa.

Un concetto espresso in privato anche da Hagel, che secondo alcune fonti ha più volte espresso frustrazione per la sua mancanza di peso nel processo decisionale.

Secondo le dichiarazioni ufficiali, le sue dimissioni sono arrivate di comune accordo col presidente, ma stando a diverse fonti Hagel -un ex eroe di guerra proveniente dall’ala del Partito Repubblicano più ostile negli anni scorsi all’interventismo dei neoconservatori – è stato invece sottoposto a crescenti pressioni affinché facesse un passo indietro.

A rendere ancora meno ambita la carica di Segretario alla Difesa c’è poi il fatto che il secondo mandato del presidente Obama terminerà tra due anni, troppo poco tempo affinché un politico ambizioso possa lasciare un segno. Senza contare che i problemi sul tavolo sono molti. Dalla guerra all’Isis, al futuro delle forze Usa in Afghanistan, fino alla crisi in Ucraina, mentre si profila una nuova serie di tagli automatici al budget della Difesa.

Carter in ogni caso non si mostra spaventato. “Ho accettato l’offerta del presidente”, ha detto, conscio “della gravità delle sfide strategiche che ci troviamo di fronte, ma anche delle splendide opportunità che esistono per l’America se ci uniremo nel raccoglierle”.

(con fonte ANSA)

Foto US DOD

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