Missili iraniani Fateh-110 per Hezbollah

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Fonti iraniane hanno recentemente affermato che il movimento libanese Hezbollah ha ricevuto un numero non precisato di missili balistici a corti raggio Fateh-110, sistemi d’arma che sviluppano un raggio d’azione superiore ai 250 km e che permettono al braccio armato del Partito di Dio di minacciare gran parte del territorio israeliano, colpendo obiettivi militari e civili a sud di Be’er Sheva, nel Negev settentrionale.

La notizia, pubblicata dall’agenzia di stampa FARS e dal quotidiano Qiam Sejjiha, è stata confermata da due alti esponenti delle Forze Aeree dei Guardiani della Rivoluzione Islamica. Il comandante, generale Amir Ali Hajizadeh (foto qui sotto), in una intervista rilasciata l’11 novembre scorso ha riferito di impianti per la fabbricazione di missili che i tecnici iraniani avrebbero realizzato in Siria e di un flusso di armi verso il Libano e i territori palestinesi.

Il suo vice, il generale Seyed Majid Moussavi, in merito alla situazione mediorientale ha confermato l’esistenza di un arsenale missilistico tale da poter minacciare sia di il nord che il sud di Israele.

Per lo Stato ebraico la fornitura di missili ad Hezbollah e a tutti i gruppi armati palestinesi rappresenta una linea invalicabile, una soglia oltre la quale scatta la cosìddetta azione militare preventiva. Lo testimoniano i numerosi attacchi ai convogli e ai siti di stoccaggio sferrati dalle forze aeree israeliane in Libano e in Siria, bombardamenti che hanno lo scopo di interrompere il rifornimento di missili che via Damasco armano i miliziani del movimento sciita libanese.

Il Fateh-110, che Hezbollah definisce un “reale fattore di deterrenza nei confronti di Israele”, è un missile superficie-superficie a corto raggio e singolo stadio a propellente solido, progettato nel 1995 dall’azienda iraniana Shahid Bagheri Industries.

Nato come evoluzione del razzo da 610 mm Zelzal-2 (versione iraniana del cinese Dong Feng DF-11), nel corso degli anni è stato ridisegnato e migliorato sia nel sistema di guida che nel propulsore, passando dai 200 km di gittata e 250 metri di probabilità di errore (CEP) della prima generazione (Fateh-110), varata nel 2002, agli oltre 300 km di gittata e 100 metri di CEP della quarta generazione (Fateh A-110-D1) realizzata dal 2012.

La seconda generazione, prodotta nel 2004, ha dato vita alla variante siriana M-600, missile usato da Hezbollah contro Israele durante la guerra del 2006. La terza e quarta generazione sono armate con 650 kg (1.433 lb) di esplosivo convenzionale ad alto impatto distruttivo e hanno un sistema di guida inerziale e GPS o a ricerca elettro-ottica dell’obiettivo. Il missile, che vola ad una velocità di Mach 3, potrebbe essere armato con testate biologiche, chimiche o con submunizioni ed equipaggiato con  booster supplementari che, secondo fonti iraniane, gli permetterebbero di raggiungere un rggio d’azione operativo di circa 400 chilometri.

Foto: FARS News

Eugenio Roscini VitaliVedi tutti gli articoli

Colonnello dell'Aeronautica Militare in congedo, ha conseguito un master di specializzazione in analisi di sistema e procedure all'Istituto Superiore di Telecomunicazioni. In ambito internazionale ha prestato servizio presso il Comando Forze Terrestri Alleate del Sud Europa, la 5^ Forza Aerea Tattica Alleata e il Comando NATO di AFSOUTH. Tra il 1995 e il 2003 ha preso parte alle Operazioni NATO nei Balcani (IFOR/SFOR/KFOR). Gestisce il sito ITlogDefence.

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