Terrorismo: le incaute parole del ministro tunisino

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Quando si dice la sfortuna, condita però con un eccesso  di spavalderia del tutto fuori luogo come i fatti hanno drammaticamente dimostrato. Appena 24 ore  prima del blitz terroristico al Parlamento e al museo Bardo di Tunisi, plaudito dallo Stato Islamico e in cui sono stati uccisi almeno 20 persone tra i quali 4 turisti italiani, leggete un po’ cosa ha dichiarato il ministro del Turismo tunisino, la signora Selma Ellouni Rekik (nella foto) all’agenzia ANSA.

“La Tunisia è un Paese sicuro che può essere visitato tranquillamente”. E’ questo il messaggio che il ministro del Turismo tunisino, la signora Selma Ellouni Rekik, lancia ai visitatori stranieri, smentendo notizie allarmistiche e falsi video circolati sul web circa presunti rischi legati al terrorismo islamico. “Certamente la situazione in Libia – spiega in un’intervista all’ANSA  – non ci aiuta, come avviene sempre quando ci sono problemi in Paesi vicini, ma le nostre frontiere sono assolutamente impermeabili a qualunque tentativo di infiltrazione. Non c’è nessun problema di sicurezza in Tunisia, è tutto sotto controllo”.

Affermazioni eccessive per un Paese che se da un lato è l’unico Stato arabo ad aver saputo gestire in senso democratico ed economicamente costruttivo la sua “primavera”, dall’altro ha al suo interno almeno due gruppi di miliziani/terroristi jihadisti attivi e combattivi (Ansar al Sharia e il battaglione Uqba Ibn Nafi, membro di al-Qaeda nel Maghreb Islamico)che hanno aderito allo Stato Islamico. Negli ultimi anni almeno 3mila volontari tunisini” hanno ingrossato le fila dei gruppi jihadisti operativi in Siria.

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