Riyad apre lo spazio aereo ai jet israeliani?

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Il programma nucleare iraniano ha portato all’avvicinamento tra Arabia Saudita ed Israele: secondo un rapporto reso noto dal canale televisivo israeliano Channel 2, Riyad avrebbe autorizzato l’attraversamento dello spazio aereo nazionale ai caccia delle Forze aeree dello Stato ebraico (Heyl Ha’Avir). In cambio, il governo guidato del leader del Likud, Benjamin Netanyahu, avrebbe dato garanzie circa maggiori aperture sul processo di pace israelo-palestinese.

Indiscrezioni al riguardo circolano da tempo e secondo quanto pubblicato dall’organo di stampa russo Pravda.ru, la notizia sarebbe stata diramata da un rappresentante dell’Unione Europea; ai microfoni del quotidiano moscovita il funzionario dell’organizzazione con sede a Bruxelles avrebbe, inoltre, assicurato che “le autorità di entrambe i Paesi stanno coordinando un’azione comune su tutte le questioni relative all’Iran”.

Strategicamente, per Israele l’utilizzo dello spazio aereo saudita rappresenta un fattore di grande rilevanza. In caso di attacco ai siti nucleari e alle rampe di lancio iraniane (nella foto a sinistra il sito di Natanz), i cacciabombardieri potrebbero utilizzare una rotta sensibilmente più breve, poco più di 1.000 miglia (1.600 chilometri).

La distanza sarebbe inferiore sia a quella calcolata per la tratta che dalla Bulgaria attraversa il Mar Nero, la Georgia e l’Azerbaijan, 1.200 miglia (2.000 chilometri), opzione questa che prevede il coinvolgimento di un membro della NATO e dell’Unione Europea e l’autorizzazione al passaggio di velivoli impegnati in una missione ostile contro un Paese terzo, sia a quella che aggira la Penisola Arabica,  3.000 miglia (4.800 km) per raggiungere il Golf Persico sorvolando il Mar Rosso, il Golfo di Aden e il Golfo di Oman.

Lo speciale andato in onda su Channel 2 ha evidenziato, inoltre, la collaborazione tra il Mossad e l’agenzia intelligence saudita Al Mukhabarat Al A’amah, questo nonostante tra i due Paesi non intercorrano rapporti diplomatici.

Riyad e Gerusalemme sono in allarme per l’esito dei negoziati bilaterali Washington-Teheran attualmente in corso a Ginevra: autorizzare il piano iraniano di arricchimento dell’uranio e la costruzione di centrifughe potrebbe, infatti, lanciare nella regione mediorientale una corsa irreversibile agli armamenti nucleari.

Ginevra arriva poi nel momento più basso dei rapporti tra Netanyahu e gli Stati Uniti, con il premier israeliano che su invito dei repubblicani si prepara a parlare al Congresso e si dice pronto ad attaccare la Casa Bianca sugli accordi sul nucleare con l’Iran e Obama che, insieme al Segretario di Stato, John Kerry, e al Consigliere per la sicurezza nazionale, Susan Rice, aggrava la situazione declinando ogni incontro con l’ospite. (IT log defence)

Foto: F-16.net, Telegraph.co.uk

Eugenio Roscini VitaliVedi tutti gli articoli

Colonnello dell'Aeronautica Militare in congedo, ha conseguito un master di specializzazione in analisi di sistema e procedure all'Istituto Superiore di Telecomunicazioni. In ambito internazionale ha prestato servizio presso il Comando Forze Terrestri Alleate del Sud Europa, la 5^ Forza Aerea Tattica Alleata e il Comando NATO di AFSOUTH. Tra il 1995 e il 2003 ha preso parte alle Operazioni NATO nei Balcani (IFOR/SFOR/KFOR). Gestisce il sito ITlogDefence.

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