L’ran contro lo Stato Islamico. Anche in Afghanistan

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Non solo soldi, ma anche armi e addestramento dei combattenti. Con discrezione l’Iran ha da tempo aumentato il suo sostegno ai talebani, cercando di influenzare il futuro dell’Afghanistan. Lo affermano fonti afghane e americane citate dal Wall Street Journal, secondo cui la strategia di Teheran ha il duplice scopo di contenere l’influenza degli Stati Uniti nella regione e di contrastare infiltrazione dello Stato islamico in Afghanistan. “L’Iran ci fornisce tutto cio’ di cui abbiamo bisogno”, ha affermato un comandante talebano al Wsj, che lo identifica solo col nome Abdullah.

L’Iran, ha affermato Abdullah, fa arrivare ai talebani numerosi tipi di armi, tra cui mortai di 82 millimetri, mitragliatrici, fucili kalashnikov, granate rpg e materiale per realizzare bombe artigianali da collocare lungo le strade.   Secondo Abdullah, a cui gli iraniani pagano uno stipendio mensile di 580 dollari, e anche secondo dei funzionari afghani, scrive il Wsj, l’Iran ha inoltre allestito sul suo territorio almeno quattro campi di addestramenti per i talebani, nelle citta’ di Teheran, Mashhad e Zahedan, e nella provincia di Kerman.

L’Iran del resto ritiene di essere l’unico Paese a combattere seriamente lo Stato Islamico “Gli Usa hanno fatto molti annunci in quest’ultimo anno” sulla lotta contro l’Isis, “ma fino a oggi si sono rivelati senza fondamento” mentre in Iraq, “per esempio, chi è riuscito a prevenire una crescita del terrorismo” è stato proprio l’Iran.

Lo ha detto ieri il presidente iraniano Hassan Rohani, nella conferenza stampa di bilancio dei primi due anni del suo governo, rispondendo a una domanda sull’ipotesi che Obama stabilisca una rete di basi militari in Iraq. Un’ipotesi, ha aggiunto, “lontana dalla realtà”. Rohani ha ribadito che l’impegno iraniano in Siria e in Iraq è limitato alla consulenza militare e alla fornitura di armi – così smentendo implicitamente le notizie degli ultimi giorni su un coinvolgimento più diretto con migliaia di soldati in Siria.

Ma il presidente iraniano ha anche sottolineato di non vedere “la presenza di altri Paesi nella lotta contro il terrorismo” e che quelli regionali si stanno difendendo da soli. L’Iran da parte sua ritiene che sia un dovere cooperare nella lotta contro l’Isis, in particolare in Iraq, per i tanti legami tra Teheran e Bagdad. L’Isis tuttavia “non vincerà”, ha concluso, anche se continuerà a creare molti problemi nella regione.

(con fonte Ansa)

Foto: Stato Islamico e IRNA

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