Al via la gara per i caccia bulgari: EFA ed F-16 “in saldo”

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Il governo bulgaro ha approvato il 1° luglio l’avvio di negoziati per l’acquisto di aerei militari. È quanto comunicato dal ministro della Difesa bulgaro, Nikolaj Nenchev, al termine della riunione del Consiglio dei ministri. Nenchev avrà il ruolo di capo negoziatore con Belgio, Paesi Bassi e Grecia che possono offrire F-16 di seconda mano anche se, a quanto riferisce il quotidiano “Dnevnik”, non è ancora chiaro se i negoziati riguarderanno l’acquisizione di aerei nuovi o usati.

Nenchev (foto qui a fianco)  infatti, ha detto che diversi paesi hanno offerto F-16 di seconda mano, ma non è da escludere che i negoziati siano volti all’acquisizione di jet di nuova produzione. Saranno necessari almeno nove velivoli per garantire l’efficienza richiesta all’aeronautica bulgara. Il ministro, inoltre, ha detto che non ci saranno scadenze per l’acquisizione degli aerei in quanto la questione dei MiG-29 è stata risolta.

Due o quattro di questi aerei di produzione sovietica saranno inviati in Polonia per le attività di manutenzione. Stando a Nenchev l’accordo con Varsavia potrebbe essere firmato entro la fine del mese prossimo al più tardi. Successivamente, invece, saranno ammodernati altri 10-12 velivoli.

Il ministro bulgaro ha sottolineato che la Polonia ha offerto termini molto favorevoli e prezzi più bassi rispetto agli 80 milioni di lev (circa 40,9 milioni di euro) chiesti dalla Russia per la riparazione e manutenzione dei MiG-29.

A causa delle difficoltà nell’acquisizione dei nuovi aerei la Bulgaria aveva preso in considerazione la possibilità di chiedere ad altri membri della Nato di occuparsi, della sicurezza dello spazio aereo nazionale ma il presidente della commissione difesa del parlamento bulgaro, il generale Miho Mikov, lo scorso 28 aprile aveva definito “inaccettabile” l’opzione di pagare altri paesi membri della Nato per proteggere lo spazio aereo del paese.

“Questa è una vergogna in cento anni di aviazione militare in Bulgaria” ha detto Mikov, confermando che farà di tutto per far approvare una revisione del bilancio del settore della difesa che consenta di evitare tale scenario

Nei mesi scorsi Nenchev aveva riferito che la Bulgaria starebbe pensando di acquisire gratuitamente i caccia statunitensi F-16 per ammodernare la sua forza aerea. Secondo il ministro le autorità di Sofia valuteranno attentamente le condizioni dei jet e le bspese necessarie per la loro manutenzione.

Il vantaggio degli F-16 statunitensi è che potrebbero essere ceduti in “regalo”, a costo zero ma la Bulgaria dovrebbe comunque spendere molto per le riparazioni e la manutenzione, un “dettaglio” che lascia diversi dubbi sull’offerta statunitense: le spese di revisione e aggiornamento, infatti, supererebbero il valore stesso dei caccia.

Anche se inizialmente erano state presentate 15 offerte, attualmente sono tre le opzioni sul tavolo del governo bulgaro: gli Eurofighter di seconda mano proposti dall’Italia, i nuovi Gripen svedesi e, per l’appunto, gli F-16 statunitensi già dismessi dall’USAF.

Ad aprile erano trapelate indiscrezioni su una presunta offerta del Pakistan che avrebbe proposto i JF-17, caccia multiruolo di quarta generazione avanzata. L’Italia ha presentato un’offerta da 35 milioni di dollari per otto Eurofighter Typhoon (Prima Tranche entrati in servizio una decina di anni or sono) di seconda mano.

La proposta svedese è l’unica a offrire velivoli nuovi che saranno concessi in diverse tranche entro 24 mesi dalla firma del contratto. In questo lasso di tempo alla Bulgaria potrebbe essere concesso di utilizzare dei Gripen per attività di formazione.

(con fonte Agenzia Nova)

Foto: Nato, Aeronautica Militare Bulgara, AMI, Reale Aeronautica Olandese e Saab

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