Militari con i volti oscurati nelle foto della Pinotti in Iraq

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(AGGIORNATO ALLE ORE 11)

Il Ministro della Difesa, Roberta Pinotti, accompagnato dal Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Claudio Graziano, e dall’Ambasciatore d’Italia a Baghdad, Marco Carnelos, è giunto ieri in visita al contingente italiano della Task Force “Erbil” del KTCC (Kurdistan Training Coordination Center) che opera nell’area di Erbil nell’ambito dell’Operazione “Prima Parthica”.

Nel corso dell’incontro con i militari italiani, il Ministro ha espresso parole di forte apprezzamento per la meritoria opera svolta dal personale delle Forze Armate italiane, impegnate nell’attività di addestramento militare a favore del personale delle KSF (Kurdish Security Forces) destinati alle operazioni militari contro i Da’ish (jhadisti dell’ISIS).

Nel prosieguo della visita, il Ministro ha manifestato la propria soddisfazione per i risultati conseguiti, evidenziando come il lavoro svolto dagli uomini e dalle donne appartenenti a tutte le Forze Armate sia sempre molto apprezzato non solo da tutte le Autorità politiche e militari, nazionali ed internazionali, ma soprattutto dalle Istituzioni e dalla popolazione curda.

In particolare la Task Force “Erbil”, composta oggi da circa 200 uomini e donne, a partire dallo scorso gennaio ha addestrato circa 1200 militari delle KSF.

“La battaglia contro l’ISIS  non è una battaglia del Kurdistan o dell’Iraq ma una battaglia di tutto il mondo democratico per preservare la propria libertà contro chi la attenta”, ha detto il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Claudio Graziano.
“Addestrare i peshmerga – ha continuato il Capo di SMD – è fondamentale perché come abbiamo imparato in tutte le missioni di sicurezza e di pace, come in Libano e in Afghanistan, è attraverso l’addestramento e la formazione delle forze locali che è possibile creare istituzioni stabili e quindi Paesi stabili che possano affrontare le minacce alla democrazia.”

“L’impegno delle Forze Armate italiane nella coalizione internazionale per il contrasto del Daesh è importante tanto in Kuwait con la dislocazione di arerei per la ricognizione e la sorveglianza quanto nel Kurdistan iracheno con la presenza degli addestratori e a Baghdad con gli istruttori per le unità di polizia impegnate nella lotta anti Isis”.

“Impieghiamo anche forze speciali per addestrare e preparare forze speciali irachene è tutto questo è simbolo di un grosso impegno ma anche di una grossa esperienza delle cultura militare italiana nelle operazioni di pace e sicurezza.

L’l’Isis rappresenta una minaccia complessa che necessita di una risposta globale e che quindi richiede ancora tempo e determinazioni delle organizzazioni internazionali e dell’Europa per operare a fianco delle popolazioni che come i curdi sono in questo momento a rischio”

Il Generale Graziano ha infine concluso sottolineando “i soldati dell’esercito iracheno e i peshmerga oltre a difendere i loro territori dovranno man mano riguadagnare il territorio già occupato da Isis, questo comporta sia supporto logistico ma anche supporto motivazionale facendo loro sentire vicina la presenza e l’appoggio del mondo democratico.”

Gli istruttori militari italiani della Task Force “Erbil” che operano nell’ambito del Comando multinazionale Kurdish Training Coordination Center (KTCC), hanno concluso ieri un ciclo di attività addestrative dalla durata complessiva di 20 giorni in favore dei Peshmerga.

Il KTCC, attualmente posto sotto la guida italiana, vede impegnati inglesi, tedeschi, olandesi e norvegesi, che hanno portato a termine la formazione di 2 battaglioni Peshmerga, dislocati in diverse aree addestrative.

L’attività di formazione si è conclusa con esercitazioni che hanno certificato l’acquisizione della piena capacità operativa sia all’attività di pianificazione del livello di Comando di Battaglione sia alla condotta di operazioni militari in diversi ambienti operativi.

E’ già in programmazione un nuovo ciclo addestrativo che dovrebbe avviarsi alla fine del mese di luglio.

Il Kurdish Training Coordination Center, composto al momento da circa 500 uomini e donne appartenenti a 5 Nazioni, ha addestrato a partire dallo scorso gennaio circa 2500 unità delle Forze di Sicurezza Curde.

Gli istruttori italiani hanno contribuito all’addestramento di 1200 Peshmerga, per quanto riguarda l’addestramento di base di fanteria, l’impiego del sistema d’arma controcarro “Folgore”, le procedure contro ordigni esplosivi improvvisati (counter – IED) e l’addestramento al tiro con le armi portatili, con le artiglierie ed i mortai.

L’operazione in Iraq prevede “regole d’ingaggio mediatiche” molto particolari: per la prima volta i volti dei militari italiani vengono oscurati nelle rare immagini fatte circolare dalla Difesa (le prime sono proprio quelle che appaiono in questa pagina) come si può ben vedere nelle foto che illustrano la visita del ministro.

Un “dettaglio” che rende perfettamente l’idea di quanto venga considerato pericoloso il “fronte interno” nella lotta ai jihadisti e di come si voglia evitare di esporre i militari e i loro famigliari a rappresaglie dei fans dello Stato Islamico presenti in Italia.

L’Operazione “Prima Parthica” è del resto la prima nella storia militare italiana in cui non sono stati diffusi neppure i nomi dei comandanti delle task force di Esercito, Aeronautica e Carabinieri presenti in Iraq e Kuwait.

(con fonte comunicato Ministero Difesa/SMD)

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