Più vittime in Afghanistan e Siria

AP-Afghanistan

Le vittime civili (morti e feriti)del conflitto armato in Afghanistan sono state nel primo semestre 2015 ben 4.921, in crescita, anche se solo dell’1% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. E’ quanto emerge da un rapporto della Missione delle Nazioni Unite di assistenza all’Afghanistan (Unama).

Nel documento dalò titolo Rapporto di metà anno sulla protezione dei civili nel conflitto armato si precisa che i morti sono stati 1.592 ed i feriti 3.329.Il Rapporto sostiene che la maggior parte delle vittime (il 90%) sono state determinate  da scontri sul terreno, scoppio di rudimentali ordigni (ied), attacchi complessi e suicidi e assassinii mirati.

Secondo l’Unama la stragrande maggioranza delle vittime (70%)sono state causate dalle forze antigovernative, mentre la quota delle forze governative e della Coalizione internazionale  che le appoggia  è del 16%.   Il restante 14% è riferito a vittime di cui non è stato possibile attribuire la causa del decesso alle parti in conflitto o di cui non si conosce la natura.

Sono invece oltre 240.000, tra cui12.000 bambini, i morti nella guerra in Siria, scoppiata nel marzo 2011. Lo ha riferito l’Osservatorio siriano per i diritti umani (ong con sede a Londra vicina ai ribelli che combattono il regime di Assad . Il dato aggiornato è di 240.381 morti rispetto ai 230.618 del 9 giugno. Su 71.781 civili uccisi, ben 11.964 erano bambini.

Tra le forze del regime di Bashar al-Assad i morti sono stati 88.616, un terzo del totale, tra cui 50.570 soldati.     Tra i ribelli le perdite sono state di 42.384 a cui si aggiungono 34.375 jihadisti stranieri. El complesso quindi le perdite sofferte dai governativi sono superiori a quelle registrate tra i diversi gruppi armati di opposizione.

Foto AP

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