Operazione Sophia: la Fase 2 di Eunavfor Med

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L’operazione navale europea contro i trafficanti di esseri umani in Libia diventa più incisiva, lo si evince anche dalla decisione del Comitato politico e di sicurezza della ‘Ue di chiamare la seconda fase di Eunavfor Med “Operazione Sophia” dal nome della bambina nata su una nave militare tedesca, la fregata Schleswig-Holstein che dipende da Eunavfor Med, lo scorso 24 agosto a largo delle coste della Libia.

Il comitato Ue ha approvato le regole d’ingaggio dell’operazione, che ora sarà in grado di salire a bordo, sequestrare e deviare le imbarcazioni sospettate di essere utilizzate per il traffico di essere umani, ma sempre e solo in acque internazionali e, ovviamente, in linea con il diritto internazionale. I trafficanti, ne siamo certi, sono rimasti impressionati da un nome così bellicoso e da regole d’ingaggio così aggressive.

Negli ultimi giorni le navi di Eunavfor Med Werra (tedesca) e Enterprise (britannica) hanno imbarcato 251 immigrati clandestini sbarcandoli in Italia, arricchendo ulteriormente i trafficanti dei quali la missione Ue (lo dice il mandato) dovrebbe “interrompere il modello di business”.

@GianandreaGaian

Gianandrea GaianiVedi tutti gli articoli

Nato a Bologna, dove si è laureato in Storia Contemporanea, dal 1988 ha collaborato con numerose testate occupandosi di analisi storico-strategiche, studio dei conflitti e reportages dai teatri di guerra. Dal febbraio 2000 dirige Analisi Difesa. Collabora con i quotidiani Il Sole 24 Ore, Il Foglio, Libero, Il Mattino e Il Corriere del Ticino, con i settimanali Panorama e Oggi e con i periodici Limes, Gnosis e Focus Storia. E' opinionista delle reti tv RAI, RSI, Mediaset, Sky, La7 e radiofoniche Rai, Capital e Radio24. Ha scritto Iraq Afghanistan - Guerre di pace italiane.

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