Eunavfor Med in azione in ottobre

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L’Unione europea ha autorizzato l’uso della forza militare nelle missioni contro i trafficanti libici con la possibilità di sequestrare e distruggere i barconi per smantellare le organizzazioni che trasportano i clandestini.

Le operazioni di Eunavfor Med dovrebbero prendere il via a  inizio ottobre consentendo alle navi della forza Ue di fermare, perquisire e dirottare le imbarcazioni sospettate di trasportare migranti illegali. Si potrà anche procedere ad arresti, a patto di non entrare nelle acque e sul territorio libico.

Un mandato che consentisse di operare in Libia è stato negato dall’ONU e potrebbe venire concesso solo da un eventuale governo di unità nazionale libico la cui costituzione è oggetto del lungo negoziato gestito dall’inviato delle Nazioni Unite,  Bernardino Leon.

I Ventotto hanno quindi convenuto che ci sono le condizioni per passare alla seconda fase dell’operazione Eunavfor Med lanciata a fine giugno nel Mediterraneo, con quattro navi e un migliaio di uomini impiegati finora solo per raccogliere oltre 1.500 clandestini e sbarcali in Sicilia.

La piena operatività di Eunavfor Med richiede però un’altra “Conferenza di generazione della Forza” – cioè un tavolo tecnico in cui i 21 Paesi che hanno aderito all’operazione dovranno mettere a disposizione forze aeree e navali.

Definendo le regole di ingaggio ed eventuali caveat (eccezioni d’impiego) nazionali. Oltre alla portaerei Cavour (nave comando) , alla nave ausiliaria britannica Entrerprise e alle tedesche Werra (rifornitore) e Schleswig-Holstein (fregata), a breve sarà a disposizione dell’ammiraglio Enrico Credendino – comandante di Eunavfor Med – un velivolo da pattugliamento spagnolo P-3 che si unità ai più piccoli aerei da pattugliamento già schierati da Francia e Lussemburgo.

Nei prossimi giorni è previsto l’arrivo di un pattugliatore sloveno e della fregata belga “Leopoldo Primo” che verrà assegnata a Eunavfor Med solo per tre mesi, da inizio ottobre a fine dicembre data in cui dovrebbe trasferirsi nel Golfo Persico affiancata a un gruppo navale francese guidato dalla portaerei Charles De Gaulle.

Gli organici di Eunavfor Med restano però piuttosto scarsi soprattutto in fatto di navi dotate di armamento pesante e ponte di volo quali grandi pattugliatori e fregate necessarie per missioni di deterrenza e abbordaggio.

Le 4 navi e i 5 velivoli oggi disponibili pur salendo a 6 unità navali e 7 velivoli nei prossimi giorni, restano comunque molte meno delle 9 previste (con 12 velivoli) per la Fase 1 dell’operazione.

In queste ore sono frenetici i contatti per definire i nuovi contributi ma è già ben evidente che in Europa non c’è molto entusiasmo per una missione voluta dagli italiani, con scarse possibilità di successo (il mandato prevede di “interrompere il modello di business dei  trafficanti”)  e percepita come lontana dagli interessi nazionali di molti partner Ue.

Foto Eunavfor Med e Marina Militare

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