L’esercito afghano contrattacca a Kunduz

AP-Afghanistan

Le forze di sicurezza afghane hanno avviato ieri all’alba le operazioni militari per riprendere Kunduz City, capoluogo della provincia settentrionale di Kunduz, caduta lunedì nelle mani dei talebani.

Il portavoce della polizia della città, Sayed Sarwar Husaini, ha precisato che “le forze afghane stanno avanzando ed hanno già ripreso il quartier generale della polizia e l’edificio della prigione”.Il portavoce del ministero dell’Interno, Siddiq Siddiqi, ha detto  che “rinforzi sono arrivati a Kunduz City, parte della città è già stata riconquistata e liberata dai terroristi, e presto sarà lanciata una grande operazione di ripulitura”.

Testimoni oculari hanno detto all’ANSA di aver visto contingenti di militari pesantemente armati giungere a KunduzC ity da Kabul e dalla vicina provincia di Balkh.

Ma questi movimenti hanno fatto presagire il peggio alla popolazione civile, i media riferiscono che molti residenti stanno fuggendo dalla città verso le province di Takhar e Baghlan, e verso zone più sicure.

In particolare un residente di nome Ahmad Sherzad ha detto all’ANSA che “centinaia di persone se ne stanno andando. La gente pensa che dopo le operazioni per riprendere la città verranno giorni molto duri per le famiglie. E quindi le persone che vivono nelle zone dove si suppone avverranno gli scontri più duri abbandonano le loro case”.

Le ultime notizie diffuse dalla BBC riferiscono di pesanti combattimenti in corso nella quinta città dell’Afghanistan.

Il leader dei talebani afghani, Mullah Ahktar Mansur, ha salutato la conquista di Kunduz City, “prima capitale provinciale afghana a cadere in mano dei mujaheddin” con un messaggio in cui raccomanda ai combattenti di “salvaguardare vite, proprietà e onore degli abitanti”, propone a chi ha collaborato con il governo di pentirsi e chiede alle autorità di Kabul di “ammettere la sconfitta” ed “accettare la vittoria dei mujaheddin come una (per loro) amara realtà.

Kabul ha chiesto aiuto alla Nato (l’operazione Resolute Support) , che si legge in una nota- ha condotto un raid aereo per eliminare una minaccia alle forze afghane e della coalizione” a conferma che almeno consiglieri militari alleati sono presenti sul terreno nella zona delle operazioni.

Sempre la BBC riferisce del supporto diretto fornito dai cacciabombardieri statunitensi alle operazioni:  due raid aerei avrebbero impedito ai talebani di conquistare l’aeroporto, roccaforte dell’esercito e base di partenza della controffensiva governativa.

Ieri un militare impegnato nella missione Resolute Support della Nato e’ morto in un’area non precisata dell’Afghanistan settentrionale ma il comando alleato con un breve comunicato ha precisato che l’incidente non va messo in relazione con l’emergenza esistente a Kunduz e che il decesso e’ stato provocato da una causa non direttamente legata al conflitto.

Secondo il sito internet icasualties.org, i soldati stranieri morti quest’anno in Afghanistan sono 11 contro i 75 del 2014 e i quasi 3.500 caduti alleati dal 2001 (2.364 statunitensi).

La caduta di Kunduz è coincisa con il primo anniversario del governo di unità nazionale voluto dal presidente Ashraf Ghani e consente al mullah Akhtar Mansour, successore di Omar, di unificare attorno alla propria figura le diverse componenti del movimento talebano, anche quelle che lo avevano contestato nelle funzioni di capo.

La provincia di Kunduz, che confina con il Tagikistan, è cruciale nella via di transito versi il nord dell’Afghanistan e, se mantenuta, potrebbe offrire ai talebani una base importante per minacciare Kabul da nord e per operazioni estese alle repubbliche ex sovietiche dell’asia Centrale.

(con fonti ANSA, AGI, BBC e AFP)

Foto: AP, Tolo News, EPA, Reuters

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